Area di risulta, Pd diviso sul palaeventi

10 Dicembre 2018

Il segretario Pd Di Pietrantonio rilancia l’idea di uno spazio  per concerti e manifestazioni. La giunta punta a un auditorium

PESCARA. Un auditorium da 2mila posti, oppure un palaeventi per 4mila spettatori dove organizzare spettacoli e concerti? Il Pd si divide sulla struttura culturale da realizzare all’interno dell’area di risulta. Nei giorni scorsi, l’amministrazione comunale ha trovato un accordo con alcune associazioni dei commercianti e artigiani sulle modifiche da apportare al progetto, per la riqualificazione dei 13 ettari dell’ex stazione centrale, che tornerà domani all’esame del consiglio comunale e il vice sindaco Antonio Blasioli, nell’annunciare l’intesa, ha rivelato cosa vorrebbe realizzare nel futuro parco centrale. «Io personalmente», ha affermato, «sono affascinato dall’idea di un auditorium da 2mila posti che diverrebbe il primo d’Abruzzo. Un auditorium multifunzionale scomponibile per manifestazioni piccole e grandi che si apra d’estate per diventare un palco per concerti da tenersi nel parco».
Ieri, però, è intervenuto Moreno Di Pietrantonio, segretario cittadino del Pd, per rilanciare una sua vecchia proposta a nome del partito, che è poi lo stesso di Blasioli. «Serve un palaeventi nell’area di risulta», ha detto, «riteniamo che si debba cogliere in questa fase l’opportunità che si presenta anche da un punto di vista economico, con lo spostamento del finanziamento per il Museo del mare, realizzando finalmente una struttura che da sempre manca nella nostra città e che esalterebbe la sua naturale vocazione attrattiva».
«Riteniamo, però», ha proseguito, «che si debba realizzare una struttura di almeno 4mila posti e non, come pare sia stato indicato, un semplice auditorium da 2mila posti, limitativo per la potenzialità di Pescara, ritenuta da tutti una meta molto ambita per gli eventi».
«La città», ha spiegato il segretario cittadino del Pd, «ha bisogno di una struttura modulabile, capace di garantire lo svolgimento di tantissime iniziative, sia di giorno, che in notturna, tale da garantire la vivibilità, l’appeal commerciale e la sicurezza dell’intera area». «Una struttura», ha sottolineato, «che dovrebbe essere realizzata con un disegno architettonico di livello, tale da diventare di per sé un’attrazione, un simbolo di qualità e modernità, come la nostra città merita. Quell’area è strategica per la città, facciamo in modo che diventi un grande attrattore di vita». Tuttavia, proprio per la scelta della struttura culturale migliore per l’area di risulta, Blasioli ha ipotizzato il ricorso ad un referendum non istituzionale o a un sondaggio tra le associazioni di categoria.
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