Area di risulta Pescara, automobilisti scortati dai parcheggiatori

Viaggio tra gli operatori dell’area di sosta del terminal assediata dai disperati. "Gli abusivi rivendono a metà prezzo i talloncini vecchi lasciati dai clienti"
PESCARA. Al calar della sera, quando le aree di risulta diventano terra di nessuno, tra accattoni, prostitute e stranieri di passaggio che stendono i panni sui cancelli o improvvisano barbecue tra le auto, i parcheggiatori di Pescara parcheggi, scortano le signore fino alle auto in sosta e aspettano che siano dentro al veicolo, al sicuro. Siamo davanti alla stazione, cuore pulsante della città, pieno centro che assume le sembianze di una periferia dimenticata.
Rapinati. Un "gesto di cortesia" che non è scritto sul contratto di lavoro, ma che loro «si sentono di fare per proteggere la nostra utenza. Quando possiamo aiutare qualcuno, se riusciamo per un attimo, lo facciamo volentieri». Sono alle prese con i borseggi: «Tempo addietro alcuni nostri colleghi sono stati rapinati dei loro risparmi».
Ma anche con i parcometri scassinati: «All'ex Fea lo hanno addirittura scardinato, in via Rieti sono stati spaccati, ma i ladri non sono riusciti a prendere denaro perché le colonnine hanno sistemi di sicurezza impossibili da violare». La loro quotidianità è scandita dalla convivenza con i parcheggiatori abusivi, l'altra faccia del "lavoro nero" in città.
Convivenza. Una convivenza «tranquilla», a detta dei dipendenti dell'azienda che conta 40 operatori spalmati su 20 aree di controllo e oltre 4000 posti auto da gestire e che chiedono l'anonimato anche per motivi di sicurezza, ma scandita da una serie di situazioni al limite.
«Non possiamo certo cacciarli, ci limitiamo a dire loro, anche educatamente, di non chiedere soldi alla gente che protesta con noi perché non si sente sicura ed è costretta a pagare due volte», la tariffa regolamentare di 2 euro e 50 centesimi fino a una intera giornata di sosta e gli extra da consegnare nelle mani degli "africani", così si definiscono senza rivelare la loro esatta nazionalità, che fanno accattonaggio con la scusa di vendere la mercanzia sottobraccio, accendini, cd, borsette.
E se agli africani chiedi se è vero che tengono le poste agli automobilisti per raccattare l'obolo, rispondono che «No, non è vero che chiediamo soldi alla gente, noi siamo qui solo per vendere le nostre cose». Posizionati agli angoli di ogni settore, gesticolano come vigili senza divisa, avvolti in abiti colorati e accompagnano l'utente, dirigendolo con le mani fino al posto auto libero.
Caccia agli spiccioli. Poi si fiondano verso l'automobilista e cercano gli spiccioli. E se provi a fotografarli, la reazione è minacciosa: «Noi sappiamo chi sei, tu vieni qui spesso a parcheggiare, se metti le nostre foto su internet chiamamo gli avvocati. Cancella tutto, cancella tutto», la richiesta perentoria, «altrimenti chiamiamo i carabinieri», aggiungono fingendo poi di armeggiare col telefonino per chiamare le forze dell'ordine.
Gli abusivi si inventano di tutto per fare soldi «persino», spiegano i dipendenti di Pescara Parcheggi, i quali sostengono che l'ente ha più volte inviato esposti in Procura, «farsi consegnare il talloncino vecchio degli orari dagli utenti e rivenderselo a metà prezzo ad altri automobilisti». Le aree di risulta si presentano sporche a cittadini e turisti.
Teschio di animale. Una delle zone più degradate e a rischio è quella a ridosso della rampa di accesso al parcheggio in corrispondenza di corso Vittorio Emanuele, assediata dai rifiuti, sull'asfalto persino un teschio di animale. Una botola di cemento armato aperta e ricolma di immondizia costituisce un pericolo di caduta per chi si appresta a parcheggiare nelle vicinanze. I parcheggiatori raccontano di un camper di stranieri che ogni giorno pagano la tariffa e non vanno mai via.
Panni stesi. Sull'area verde, accanto al baretto a ridosso delle aree di risulta, una famiglia di romeni è ferma col pulmino, il capofamiglia cerca di aggiustare il motore dell'auto e le donne stendono i panni sulla vicina inferriata: «Siamo qui solo oggi, poi andiamo via», rassicurano. L'amministrazione comunale «si fa viva, il vice sindaco Del Vecchio passa ogni tanto», spiegano i parcheggiatori, che sono al corrente della «futura nuova illuminazione promessa dal Comune, così come maggiori controlli miranti all'ordine pubblico».
Pipì nelle auto. Ma intanto i pescaresi raccontano che, soprattutto al calar della sera «le aree di risulta diventano pericolose con prostitute, gente che accende barbecue vicino alle auto in sosta, dentro le quali fanno i bisogni una volta spaccati i vetri e persone dubbie che talvolta accerchiano la gente e la spaventano per chiedere soldi».
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