Area di risulta, presentato un ricorso al Tar

16 Febbraio 2023

Italia Nostra contesta il giudizio del comitato Via sull’inserimento nel progetto della sede regionale

PESCARA. Con un ricorso al Tar, la sezione pescarese di Italia Nostra si oppone all’intervento «invasivo» che la Regione e il Comune vogliono portare avanti nell’area di risulta senza sottoporlo a Valutazione di impatto ambientale. Un progetto contestato perché «ridimensiona il parco centrale per introdurre gli uffici regionali», dice l’associazione spiegando i motivi della sua iniziativa che segue un evento organizzato a fine ottobre sempre per «salvaguardare dal cemento e dal traffico l’area di risulta».
Il ricorso al Tar ha come obiettivo «l’annullamento del giudizio del Comitato di coordinamento regionale per la Valutazione d’impatto ambientale della Regione sulla riqualificazione dell’area di risulta e di ogni altro atto, antecedente conseguenziale e connesso a questo». Il primo dicembre 2022, infatti, «la commissione regionale Via ha dato atto al Comune di Pescara che le modifiche progettuali da esso proposte per l’area di risulta» con l’inserimento degli uffici della Regione, «non sono rilevanti». Ma non si è tenuto conto, sostiene Italia Nostra, «del merito della proposta» e non è stata data risposta alle osservazioni presentate. Per l’associazione si è trattato di una decisione «superficiale che sottrae l’intervento all’iter previsto dal Codice dell’ambiente che prescrive di sottoporre i progetti importanti alla Valutazione di impatto ambientale prevedendo la partecipazione di cittadini, associazioni, tecnici». Per portare avanti questa iniziativa Italia Nostra lancia una raccolta fondi e fa «appello a tutti quanti possano aiutare». Tra i favorevoli al ricorso ci sono i consiglieri regionale e comunale del Pd Antonio Blasioli e Piero Giampietro che contestano al Comune di aver «eluso, a nostro giudizio, la valutazione preliminare». Il ricorso, dicono, «è un primo passo necessario per impugnare anche gli ulteriori provvedimenti che seguiranno». Anche i due rappresentanti del Pd si sono attivati per bloccare il progetto, visto che «Comune e Regione stanno lavorando ad un Accordo di programma, per noi irragionevole perché continuerebbe ad estromettere la cittadinanza dalla discussione. Dopo aver informato il Comitato Via nazionale e il suo presidente, interpelleremo anche la Corte dei Conti per sapere se continuare ad impegnare somme per la progettazione non costituisca un danno economico per la Regione, in pendenza di un ricorso ben motivato». (f.bu.)