Aree di risulta, progetto verso il naufragio

17 Marzo 2019

Mancano 24 giorni alla fine della consiliatura. Martedì parte l’iter in commissione, ma ci sono 4.500 modifiche da votare

PESCARA. La riqualificazione delle aree di risulta, uno dei punti principali del programma della giunta Alessandrini, rischia di rimanere lettera morta. Mancano solo 24 giorni alla fine della consiliatura che si concluderà l’11 aprile, ossia 45 giorni prima delle elezioni comunali, e il tempo a disposizione è così ristretto che la maggior parte dei consiglieri di maggioranza dà per scontato che non si riuscirà a fare nulla. Il sindaco vuole tentare lo stesso, per questo ha inviato l’apposita delibera in commissione Lavori pubblici che dovrà cominciare ad esaminarla a partire da martedì prossimo. Ma sul provvedimento pesa una zavorra di oltre 4.500 osservazioni, presentate dai cittadini, da esaminare, discutere e votare. Inoltre, ci sono altre delibere importanti che devono essere varate entro l’11 aprile. Insomma, c’è chi sostiene che scommettere sull’approvazione del progetto per le aree di risulta equivalga a giocare solo sei numeri al Superenalotto.
VALANGA DI OSSERVAZIONI. Sono in tutto 4.567 le osservazioni al progetto di riqualificazione delle aree di risulta, adottato dal consiglio comunale alla l’11 dicembre dell’anno scorso. Tutte queste osservazioni, secondo i dati forniti dagli uffici comunali, sono state presentate da 613 persone, di cui 418 risiedono a Pescara, 53 a Montesilvano, 48 a Spoltore, 26 a Francavilla, 25 a San Giovanni Teatino, 11 a Chieti e 9 persino al di fuori dell’Abruzzo. Il record personale di 975 osservazioni presentate spetta all’architetto Giampiero Lettere, attivista storico del Movimento 5 Stelle di Pescara.
Pungente il commento del capogruppo del Pd Emilio Longhi. «In questo modo», ha detto, «viene stravolta la natura delle osservazioni, da strumento di partecipazione a strumento di ostruzionismo da parte di qualche militante». «Viene da chiedersi», ha affermato, «se fosse necessario costringere gli uffici comunali ad esaminare osservazioni seriali. La consigliera M5s Erika Alessandrini si vantava che mai un numero così grande di osservazioni fosse stato prodotto su uno strumento urbanistico e ora si scopre che un singolo individuo ne ha presentate addirittura mille. Il rispetto delle istituzioni non avrebbe dovuto portare a presentarne così tante, tutte uguali e ripetitive».
INTERVIENE IL SINDACO. Marco Alessandrini ha inviato la delibera, contenente il progetto per le aree di risulta, alla commissione Lavori pubblici con la speranza che possa partire subito l’iter. «Ci proviamo ad approvarlo prima di dare un calcio al secchio», ha commentato il sindaco. La commissione si riunirà martedì prossimo, ma non si sa quante sedute saranno necessarie per esaminarla. Poi toccherà al consiglio che dovrà discutere prima tutte le osservazioni, votarle e procedere alla ratifica del progetto già adottato.
LAVORI ATTESI DA 35 ANNI. Anche questo progetto, dunque, rischia il naufragio. L’ennesimo presentato nel corso di 35 anni. Nessuna amministrazione è riuscita finora ad andare oltre l’ostacolo dell’esame in consiglio comunale. È dal 1984, anno in cui è stato spostato il tracciato ferroviario per realizzare la nuova stazione ferroviaria, che si attende una riqualificazione di quelle aree. Senza contare i soldi spesi finora. Questo progetto, è giusto ricordarlo, nasce da uno studio di fattibilità commissionato dall’attuale amministrazione a una società specializzata, la Sinloc di Padova.
SCONTRO SUL PROGETTO. Da quello studio è stato poi elaborato dagli uffici comunali un progetto preliminare. Progetto che prevede un enorme parco centrale di 9.000 metri quadrati, due silos a nord e a sud per parcheggi multipiano con 1.940 posti auto, due edifici con appartamenti, negozi e uffici e un terminal bus interrato. Recentemente, l’amministrazione comunale ha deciso di aggiungere al progetto anche una struttura culturale da realizzare dirottando i 4,5 milioni di euro stanziati inizialmente nel Masterplan della Regione per completare il Museo del mare. Ma la proposta progettuale ha suscitato perplessità anche nella maggioranza. In particolare, è stata contestata quella parte del piano che prevede una serie di concessioni al privato in cambio della realizzazione delle opere. Ossia, l’affidamento per 20 anni della gestione dei parcheggi delle aree di risulta e del centro; la costruzione dei due edifici residenziali e commerciali; i prezzi della sosta considerati troppo cari.
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