Aree inquinate, revocato l’acquisto

15 Febbraio 2019

Bussi: annullato il procedimento sottoscritto con Ministero, Solvay e Regione. Il sindaco: è un atto di accusa

BUSSI SUL TIRINO. L'amministrazione comunale del sindaco Salvatore Lagatta ha annullato la delibera del consiglio comunale di Bussi sul Tirino con la quale si era deciso, con un procedimento sottoscritto con il ministero dell'Ambiente, Regione Abruzzo e Solvay il 28 aprile 2017, di acquistare, al prezzo simbolico di un euro, le aree inquinate 2A e 2B dalla Edison, come pregiudiziale a poter eseguire la bonifica (effettuabile solo dal proprietario) e utilizzare i circa 50 milioni di euro disponibili dai tempi del commissario Goio.
«La revoca è un atto d'accusa», afferma Lagatta, «e di richiesta di assunzione di responsabilità rivolta alle Istituzioni, spazzando ogni tentativo di sviare l'attenzione dai veri problemi di Bussi e dell'intera regione Abruzzo».
La decisione è stata assunta dopo che la dirigente del ministero dell'Ambiente, ingegner Luciana Distaso, con una ricognizione sulla pratica, che avrebbe dovuto essere conclusa solo con la sottoscrizione del contratto di inizio lavori con la ditta vincitrice dell'appalto, il Consorzio di imprese che fa capo al colosso Dec-Deme, sollevando dubbi di legittimità alla concessione del contributo, rilevabili nella procedura di acquisizione delle aree da bonificare basata sulla presunta non concordanza dei tempi fra la loro acquisizione e le firma del contratto d'appalto da parte del ministero, aveva ipotizzato la revoca del finanziamento dei 50 milioni.
Il sindaco Lagatta è seriamente contrariato e non risparmia critiche velenose alla opposizione in consiglio comunale «capeggiata», afferma, «da esponenti di quel pezzo di Pd che ha votato contro la delibera, ritenendo che la restituzione dei terreni non avrebbe più consentito la bonifica come sostiene l'amministrazione. Un Pd che ha gestito per anni il potere in Abruzzo a ogni livello e oggi, dopo anni di continui ritardi, distrazioni e omissioni su "facili" concessioni idriche e disastri ambientali, si sveglia per lanciare invettive infondate all'amministrazione di Bussi, accusata di aver sottoscritto il rogito notarile che ha trasferito le aree alla proprietà del Comune, invece di sottolineare», incalza il primo cittadino «i ritardi del ministero che a un anno dalla aggiudicazione della gara ancora non nomina il Direttore dei Lavori, non ha redatto un quadro economico, non ha trasferito le somme (i 50 milioni) dal capitolo speciale a quello ordinario e il Rup non ha consegnato la documentazione necessaria. Dopo tutto ciò invece di prendere una posizione di dissenso e chiedere l'immediata aggiudicazione e il conseguente inizio della bonifica, le opposizioni continuano ad attaccare l'amministrazione. E lo fanno», va avanti Lagatta «insieme a esponenti regionali dei 5 Stelle (partito del ministro Costa), che hanno per un anno evitato accuratamente di sollecitare la firma del contratto per l'avvio della bonifica». «Hanno evitato cioè accuratamente» conclude «di chiedere il rispetto della legge, infischiandosene dei problemi ambientali dell'intera cittadinanza abruzzese e della conseguente reindustrializzazione per cui noi ci battiamo da anni».