Aree protette, il Wwf incalza Costa

23 Agosto 2018

Di Tizio: chiediamo al ministro più risorse e di procedere alle nomine nei posti vacanti

PESCARA . Maggiori risorse e più attenzione alla aree protette. È la richiesta che prima di Ferragosto la presidente del Wwf Italia, Donatella Bianchi, ha rivolto al ministro dell’ambiente Sergio Costa, nel corso di un incontro, durante il quale si sono anche confrontati su alcuni temi di grande rilievo per la conservazione della biodiversità. «È emersa la necessità, condivisa dal Ministro», scrive il delegato regionale dell’associazione ambientalista, Luciano Di Tizio, «di restituire ai Parchi nazionali una governance efficiente. Molte presidenze sono infatti vacanti (in Abruzzo quella del Parco della Majella) mentre altri Parchi sono da tempo in attesa della nomina del direttore (Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, ad esempio). Il Wwf ha chiesto che queste nomine, nella piena autonomia decisionale del Ministro e nel percorso d’intesa che coinvolgerà le Regioni territorialmente competenti, escano da qualsiasi logica politica localistica e siano invece pienamente rappresentative degli interessi e dei valori che in ciascun parco nazionale riguardano l’ambiente nel suo complesso e l’intera collettività dei cittadini italiani».
Donatella Bianchi e il ministro Sergio Costa hanno condiviso l’esigenza di rilanciare il sistema, con esplicito riferimento ai Parchi già istituiti ma fermi al palo, come quello della Costa Teatina. «Varato addirittura nel 2001, è stato perimetrato da un commissario ad acta già nel 2015, ma la pratica è ferma in un cassetto della presidenza del Consiglio dei ministri. Il Wwf Abruzzo», sottolinea Di Tizio, «già nei primi giorni del giugno scorso, quando il nuovo governo si era appena insediato, aveva scritto al presidente Conte e al ministro Costa proprio per ricordare che per il varo del Parco manca solo la firma del Capo dello Stato sul decreto di perimetrazione. I due precedenti leader, Renzi e Gentiloni, cui pure ci eravamo analogamente rivolti per sollecitare la chiusura di una pratica da troppo tempo in giacenza, non avevano ritenuto neppure di dover rispondere all’appello. Gli uffici del presidente Conte ci hanno invece informato di stare valutando la situazione. Ora che anche il ministro ha risposto positivamente alle sollecitazioni della presidente del Wwf Italia aspettiamo fiduciosi. L’istituzione di questa area protetta avrebbe un valore immenso dal punto di vista naturalistico, e sarebbe inoltre preziosa anche per il rilancio economico di un territorio da troppi anni in profonda crisi». (c.s.)