Arrestata per il morto in ascensore

8 Settembre 2014

L’anziano vittima d’infarto, il malore dopo una lite. La donna ammette: l’ho spintonato, ma per respingere le avances

MONTESILVANO. Il tentativo di un rapporto sessuale, il rifiuto e una spinta: sarebbero questi gli ultimi istanti che hanno preceduto la morte per infarto di Donato Pangiarella, il 74enne di Spoltore trovato accasciato in ascensore nel pomeriggio di sabato in una palazzina in via Cerrano a Montesilvano, una traversa di corso Umberto. E’ stata una ferita alla testa dell’uomo, dirigente nella società Spoltore calcio, a insospettire gli inquirenti così, avviate le indagini, i carabinieri hanno iniziato a raccogliere le testimonianze e sono arrivati a un’inquilina della palazzina: una nigeriana di 33 anni di nome Happy Ayegbeni che, ieri mattina, ha lasciato la caserma dei carabinieri per essere portata nel carcere femminile di Chieti con l’accusa di omicidio preterintenzionale. La donna, un ambulante arrivata in Italia nel 2006, è stata sottoposta a fermo a causa del pericolo di fuga e portata in carcere. Oggi il pm Giampiero Di Florio chiederà la convalida dell’arresto e il gip deciderà.

L’incontro in un supermercato. E’ stata la ferita alla tempia sinistra del pensionato a fare da guida ai carabinieri che, una volta fermata la nigeriana, hanno raccolto dalla donna – assistita da un avvocato e da un interprete – la versione di quello che sarebbe accaduto tra lei e il 74enne di Spoltore.

Il primo contatto tra i due, sempre secondo il racconto di lei, sarebbe avvenuto casualmente in un supermercato di Montesilvano. Pangiarella, vedendo la nigeriana con la spesa e con le casse di acqua, si sarebbe offerto di aiutarla a portare quel carico e ad accompagnarla a casa. La donna avrebbe accettato l’aiuto e, così, i due sarebbero saliti nella macchina dell’uomo per raggiungere la casa della nigeriana al quarto piano del palazzo in via Cerrano. La casa è stata sequestrata insieme all’ascensore.

La donna: ha cercato di avere un rapporto con me e l’ho spinto. Una volta all’interno dell’appartamento, il pensionato avrebbe chiesto di poter utilizzare il bagno e, una volta uscito – sempre secondo l’interrogatorio della nigeriana – avrebbe tentato un approccio con la 33enne prendendola di spalle: la donna l’avrebbe rifiutato e, per allontanarlo, l’avrebbe spinto. L’uomo, a quel punto, sarebbe caduto sbattendo la testa contro un angolo di un mobile. Eppure, sempre secondo la ricostruzione della donna, l’uomo si sarebbe rialzato e, barcollando un po’ ma cosciente, sarebbe riuscito a raggiungere l’ascensore e a premere il pulsante del piano terra. E’ stato un condomino a scoprire il corpo di Pangiarella accasciato nell’ascensore e a dare l’allarme. Il personale del 118 ha cercato di rianimarlo ma ormai non c’era più nulla da fare e, a quel punto, sono arrivati i carabinieri: i militari coordinati dal colonnello Francesco Carleo che ha guidato il Nucleo investigativo di Pescara e la compagnia di Montesilvano.

L’autopsia: morto per infarto. E’ durata un paio di ore l’autopsia del medico legale Cristian D’Ovidio e sembrerebbe che a causare la morte del pensionato sarebbe stato un infarto. Inoltre, per il medico legale la ferita alla tempia sarebbe compatibile con una spinta alle spalle.

La famiglia: nessun approccio, papà stava cercando il medico. Nel frattempo, Spoltore è in lutto per la scomparsa di Pangiarella, appassionato di calcio e stimato dirigente dello Spoltore calcio. La famiglia, attraverso l’avvocato Alfredo Di Francesco, smentisce categoricamente il tentativo di un approccio ma anzi, come spiega l’avvocato, Pangiarella sarebbe andato in quella zona di Montesilvano per cercare il medico da cui avrebbe avuto una visita fissata per giovedì prossimo. «Pangiarella», spiega l’avvocato, «era una persona per bene e stimata. Un uomo generoso che probabilmente sì, avrà offerto il suo aiuto per portare la spesa della donna ma nulla di più». I funerali dell’uomo, un testimone di Geova, si terranno oggi alle 16 nella sala del regno dietro al campetto sportivo.

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