Arrestato per stalking il re della movida

Il teatino Ivan Vaccaro, organizzatore di eventi al Tortuga, accusato di aver perseguitato noto pescarese ex socio in affari
PESCARA. Erano amici e avevano rapporti professionali. Hanno anche lavorato insieme all’organizzazione di alcuni eventi nel campo dell’intrattenimento. Poi qualcosa si è spezzato. Un anno fa uno dei due, un giovane imprenditore di 26 anni molto noto a Pescara, ha deciso di troncare la collaborazione. L’altro, Ivan Vaccaro, 26 anni, di Chieti, conosciuto come organizzatore di serate e il cui nome è legato al Tortuga, dev’essersi sentito offeso perché avrebbe cominciato a perseguitare l’ex amico e collega. Si sarebbe trasformato in uno stalker, sostiene l’accusa, tra messaggi, telefonate, perfino danneggiamenti e non sono stati risparmiati neppure gli amici della vittima, che ha cominciato a vivere in uno stato d’ansia. Oltre a dover ricorrere più volte alle cure mediche, l’imprenditore ha perfino dovuto cambiare le proprie abitudini di vita. Sono risaliti a Vaccaro i carabinieri della compagnia di Pescara che ieri alle 6, su disposizione del giudice per le indagini preliminari, hanno arrestato a Chieti il giovane, sottoposto ai domiciliari.
La sua intenzione, sostengono gli investigatori, era di convincere la vittima a tornare sui suoi passi. Per raggiungere questo obiettivo il presunto stalker avrebbe seguito più strade nel corso dell’anno che si è da poco concluso: messaggi e telefonate dal tono minatorio e poi una serie di danneggiamenti, a partire dal mese di marzo, anche di grave entità, che non hanno raggiunto solo la vittima, ma anche i suoi familiari più stretti e alcuni amici. Una escalation cominciata il 28 marzo, sempre in base alla ricostruzione dei carabinieri, coordinati dal capitano Antonio Di Mauro e dal tenente Antonio Di Dalmazi. Quel giorno è stato rubato lo specchietto dell’auto dell’imprenditore 26enne. All’epoca il giovane, il cui nome è indirettamente legato al mondo del calcio pescarese, non ha associato l’episodio al suo ex “socio”. Ma cinque giorni dopo c’è stato un altro fatto grave, cioè il taglio dei pneumatici. E il 16 aprile è suonato un terzo campanello di allarme quando è stata versata della vernice sull’auto. Nel frattempo continuavano ad arrivare messaggi e lettere anonime dal contenuto minatorio.
Nel corso dell’estate la vittima ha subito altre violenze. La notte dell’8 agosto due sconosciuti hanno scagliato dei mattoni contro la sua abitazione, colpendo le finestre. E nove giorni dopo è stato appiccato il fuoco alle tende esterne della cucina dell’alloggio: per questo altre due persone di Chieti e Pescara sono indagate. Il presunto promotore di questi attacchi ripetuti avrebbe rivendicato i suoi atti su Facebook. Usando delle frasi sibilline, lo stalker si sarebbe vantato della capacità di rendere la vita impossibile alla vittima. E gli episodi sono proseguiti. Di nuovo le gomme dell’auto tagliate e quindi, a distanza di 15 giorni, l’incendio dell’auto dei genitori. Fino al ritrovamento, sulla sella della moto, di un pacchetto di sigarette contenente della polvere da sparo. Una persecuzione che ha toccato anche gli amici della vittima, in maniera tutt’altro che indolore. Uno di loro si è ritrovato gli pneumatici dell’auto tagliati e poi lo stesso veicolo, una Mini, è stato incendiato a Natale vicino allo stadio di Pescara. Tra le mosse dello stalker registrate dai carabinieri anche il tentativo di ingaggiare una persona che esplodesse dei colpi di arma da fuoco in direzione dell’abitazione dell’imprenditore finito nel mirino. Ma poi non si è concretizzato nulla.
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