Arriva la neve: per ora non basta, ma in montagna si torna a sperare

11 Gennaio 2023

Tra 10 e 15 centimetri a Ovindoli e Roccaraso e temperature in calo: nel week end si potrebbe sciare  Oggi il ministro Santanché incontra gli assessori delle regioni del Centro Italia per discutere degli aiuti 

AVEZZANO. Nel giorno previsto per l'incontro con il ministro, finalizzato a un intervento di sostegno per il mondo della montagna mai così in difficoltà prima d'ora, arriva la prima neve. Le principali stazioni sciistiche abruzzesi sono imbiancate ma gli operatori del settore avvertono: non è cambiato nulla, i problemi rimangono, questa neve è solo di buon auspicio per le prossime settimane. Secondo gli addetti ai lavori, dopo la metà di dicembre è prevista una perturbazione che potrerbbe portare tanta neve, quella necessaria per aprire tutte le piste e tornare, se pur tardivamente, alla normalità. Per ora l'innevamento artificiale non è in grado di garantire piste ottimali.
Le prossime ore saranno una corsa contro il tempo. A Roccaraso e a Ovindoli si spara la neve grazie alle temperature in calo. L'obiettivo è aprire almeno le piste a monte per il weekend. Ma non c'è nessuna certezza e le disdette dei giorni scorsi continuano ad arrivare senza sosta. Resta quindi la necessità di un piano straordinario per sostenere le attività in difficoltà. Le proposte al ministro Daniela Santanchè prevedono aiuti a dipendenti, maestri di sci e proprietari impianti, ma la soluzione è un piano di aiuti più variegato che tenga conto di tutte le esigenze e di tutte le realtà in crisi per l'assenza di neve.
PRIMA NEVE
Torna a nevicare sull'Appennino. Da 48 ore i fiocchi stanno cadendo in tutto l'entroterra abruzzese, sul Gran Sasso, sui Simbruini, sull'altopiano delle Rocche e sui rilievi montuosi dell'Alto Sangro. È l'inizio di un calo termico attesissimo, con l'arrivo di aria polare che per un po' spazzerà via il caldo anomalo che ha caratterizzato il periodo natalizio. Dopo un dicembre sereno, con temperature mai viste e superiori alla media stagionale, ora potrebbe iniziare l'inverno, quello vero. Ma è solo l'inizio e se la tendenza al freddo non sarà confermata, allora sarà tutto da rifare.
I GESTORI
«Stiamo sparando neve in modo intenso, ma ci vorranno almeno quattro o cinque giorni», spiega Giancarlo Bartolotti di Magnola impianti di Ovindoli, il più anziano degli operatori, che opera sull'Appennino da metà degli anni '60. «Le temperature si sono abbassate e ci sono una decina di centimetri di neve. Ma questo non è sufficiente. Se ci saranno nevicate di 40-50 centimetri, allora le cose potrebbero cambiare. Solo con neve artificiale è dura andare avanti. Speriamo di aprire gli impianti nel weekend, anche grazie ai mucchi di neve accumulata nelle passate settimane. La situazione rimane difficile. Speriamo che nell'incontro di oggi».
Per il presidente del Consorzio Skipass Alto Sangro, Bonaventura Margadonna, questa neve potrebbe essere l'inizio di un ritorno alla normalità. «Abbiamo 15 centimetri di neve», spiega, «che hanno riportato un po' di clima invernale. Ora però non può finire così. Speriamo sia il preludio di un inverno ritardatario e speriamo che, come da previsioni, dopo la metà di gennaio arriveranno copiose nevicate».
Nevicate che non permettono però di riaprire le stazioni sciistiche che non sono dotate di impianti di innevamento artificiale. «È arrivata un po' di neve sul Gran Sasso, siamo a una ventina di centimetri», afferma Dino Pignatelli del Centro turistico del Gran Sasso, «questo però non basta. È solo un inizio. Stiamo valutando la possibilità di aprire, ma non sarà facile. Le piste erano a secco e quindi partiamo da zero. Questa nevicata fa ben sperare per i prossimi giorni ma non è assolutamente risolutiva».
L'INCONTRO
Questa mattina a Roma il ministro del Turismo Daniela Santanchè incontrerà l'assessore abruzzese Daniele D'Amario, oltre ai colleghi di Lazio, Toscana, Emilia Romagna e Marche. Verrà chiesto un pacchetto di aiuti a tutte le attività economiche turistiche che ruotano intorno alla montagna.
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