Arriva subito al capolinea il patto Pd-M5S

Lo scontro con la maggioranza dura 5 ore in commissione Bilancio, ma Pettinari viene lasciato solo
L’AQUILA. Il campo largo Pd-M5S non regge all’impatto di cinque ore di scontro con la maggioranza nella commissione Bilancio, il passaggio fondamentale per fissare giorno e contenuti del prossimo Consiglio regionale.
Il 5 Stelle Domenico Pettinari, sceso in campo armato di 10mila emendamenti, si ritrova infine da solo a contrastare il centrodestra. Il Pd (Paolucci-Blasioli), infatti, non partecipa all’ultima ora e mezza di una maratona infuocata in cui, chi era presente, racconta di aver anche sentito urlare più volte a squarciagola da parte di esponenti della maggioranza la parola «pagliaccio, pagliaccio» all’indirizzo del pentastellato Pettinari. Che alla fine, suo malgrado, ha dovuto cedere permettendo al presidente di commissione, il leghista Fabrizio Montepara, di chiudere la seduta annunciando il via libera a cinque provvedimenti, sul bilancio di previsione 2023-2025, variazioni di bilancio, turismo e cultura, compresi 100mila euro per un museo di Sulmona; al forzista Mauro Febbo, il più combattivo della coalizione di centrodestra, di affermare: «Anche oggi abbiamo assistito al solito teatrino delle opposizioni in sede di Commissione Bilancio»; e al presidente Lorenzo Sospiri di comunicare, nella riunione dei capigruppo, la data del prossimo Consiglio regionale per giovedì 24 novembre, salvo colpi di scena legati all’incontro di lunedì prossimo tra Fratelli d’Italia e Forza Italia per tentare di scrivere la parola fine alla guerra delle poltrone nel centrodestra.
Ma dal fronte 5 Stelle arrivano nuovi annunci di battaglia. Quel «pagliaccio, pagliaccio» che Febbo ha rifilato all’avamposto dell’opposizione non va proprio giù a Pettinari, che peraltro lancia un messaggio anche a Silvio Paolucci: «Noi dei 5 Stelle ci ricorderemo di quello che ha fatto oggi». Insomma il possibile piano di alleanza tra i Dem e il M5S per le Regionali del 2024 trova sul suo percorso un incidente che rischia di mandare tutto all’aria prima ancora che se ne parli ufficialmente.
«Quello che è accaduto oggi è vergognoso: da un lato la maggioranza, sorda alle reali esigenze dei cittadini, che continua ad approvare provvedimenti che in questo momento di emergenza sono assolutamente secondari, e il presidente della Commissione che è stato completamente inadeguato a gestire i lavori concedendo a qualche esponente della sua maggioranza di rivolgersi con numerose offese al sottoscritto; dall’altro lato il resto dell’opposizione che ha ritenuto di non restare in aula nonostante che la commissione non fosse ancora chiusa», incalza il 5 Stelle, che rivela di aver registrato tutto col cellulare. Ma anche il resto dell’opposizione ha da dire la sua spiegando l’uscita dall’aula: «Contro questa maggioranza faremo solo azioni di sfiducia, perché non le interessa nulla di famiglie e imprese». (l.c.)

