Arriva un’altra protesta a Pescara: «Emergenza carovita, ora basta»

La mobilitazione in Abruzzo. Il movimento spontaneo nato via chat scende in strada domani sotto i palazzi del potere
PESCARA. Un’altra protesta contro il caro vita. Si chiama “Voce comune Pescara” il movimento spontaneo nato via chat che, per domani alle ore 10 davanti alla stazione ferroviaria di Pescara Porta Nuova, organizza un corteo fino a piazza Unione, sede del consiglio regionale, e poi in piazza Italia, sede del Comune di Pescara e della prefettura. «Vogliamo dare voce ai problemi reali delle persone e dimostrare che anche dal basso si può costruire qualcosa», dice l’organizzatrice, Viola, 26 anni, «non apparteniamo a nessuna associazione e siamo apartitici: siamo cittadini che hanno deciso di attivarsi e che credono nel valore della partecipazione collettiva. Invitiamo chiunque condivida queste preoccupazioni a unirsi a noi, partecipare e contribuire a questa giornata». E il primo problema reale è il caro vita che, sul manifesto della protesta, è definito come un’emergenza.
Dopo lo sciopero generale organizzato venerdì scorso dal sindacato Usb con oltre mille persone in corteo dalla prefettura di Pescara fino al parco Di Cocco con uno scontro sfiorato tra i manifestanti e le forze dell’ordine, continua la mobilitazione contro la corsa al rialzo dei prezzi: «Non vogliamo fare finta di niente di fronte al caro vita», dice ancora Viola. È un’altra mobilitazione sotto i palazzi del potere ad appena 48 ore dalla precedente, senza contare le altre due proteste dello scorso fine settimana, annunciate e poi saltate.
Stavolta, il nome Voce comune Pescara ha il significato di dare un senso alla rabbia: «La nostra voce conta, soprattutto quando scegliamo di farla sentire insieme». Nel giro di pochi giorni, il gruppo Whatsapp è cresciuto fino a cinquecento persone e l’invito a scendere in strada per protestare ormai è un tam tam ricorrente: «Ci siamo conosciuti su una delle chat violente che poi abbiamo segnalato e sono state chiuse». In quelle chat dell’odio, finite sotto la lente della Digos, si alludeva anche a pistole e molotov da utilizzare contro le forze dell’ordine: quattro ragazzini sono stati denunciati, tra cui tre minorenni, per il reato di istigazione a delinquere. «Di fronte a quei messaggi di odio, non mi sentivo rappresentata perché, diciamo così, si pensava di più a rifarsi l’armadio che ai veri problemi. Per questo», dice Viola, «ho contattato uno dei ragazzi che commentava seriamente i temi oggetto di dibattito per chiedergli se volevamo fare qualcosa di costruttivo e abbiamo aperto il gruppo Voce comune Pescara: in poco tempo», racconta ancora Viola, «la crescita è stata esponenziale, 150 persone il primo giorno, poi 300 e adesso siamo arrivati a 500 persone».
Il filo conduttore è la lotta al caro vita, un problema trasversale che riguarda i giovani, le famiglie e gli anziani: «Di questi tempi», riflette Viola, «è già difficile affrontare le giornate con due stipendi, tipici di una famiglia tradizionale, figuriamoci per le famiglie non convenzionali. Così, confrontandoci tra noi abbiamo capito che il problema è di tutti».
La protesta ruota intorno a una serie di punti fermi. Uno: «Il caro vita e le difficoltà economiche quotidiane». Due: «La precarietà e la mancanza di prospettive per costruire un futuro stabile». Tre: «La mancanza di un salario minimo adeguato e di garanzie per chi lavora». Quattro: «La strumentalizzazione delle notizie e il modo in cui l’informazione viene utilizzata per orientare l’opinione pubblica». Cinque: «Altre questioni sociali che sentiamo urgenti e che meritano attenzione, confronto e partecipazione».
Lo stesso caro vita che svuota gli stipendi è stato al centro dello sciopero proclamato dall’Usb: in una lettera-appello consegnata al prefetto Luigi Carnevale, il sindacato ha raccontato come è cambiata la vita al tempo dei rincari dei prezzi e anche delle speculazioni: in quella lettera si dice che l’aumento dei prezzi è «insostenibile» e rappresenta «una minaccia concreta alla coesione sociale». E «quando una famiglia è costretta a scegliere tra pagare la bolletta e acquistare il cibo; quando un lavoratore esaurisce lo stipendio prima della metà del mese; l’accumulo di tensione sociale diventa inevitabile». E allora le proteste rischiano di diventare una regola con l’effetto di paralizzare la città per ore.
Il caro vita non è una sensazione né una leggenda: a settembre 2026 l’inflazione è salita al 4,2%, in netta accelerazione rispetto al 3,3% di agosto; i beni energetici regolamentati sono cresciuti del 25,8% su base annua, quelli non regolamentati del 22,5%; sul fronte dei carburanti, il gasolio ha registrato un aumento del 34,9% e la benzina del 21,8%; i prodotti alimentari non lavorati sono aumentati del 5,5%.
Il corteo di Voce comune Pescara – «Pacifico, apartitico e autorizzato» – partirà dalla stazione di Pescara Porta Nuova, dirigendosi verso via Vittoria Colonna, per poi proseguire lungo viale Marconi; a seguire tappa in piazza Unione con una serie di interventi «per alzare la voce, fare rumore e portare le nostre rivendicazioni nello spazio pubblico», sottolinea Viola; tappa finale in piazza Italia. «Qui», spiega l’organizzatrice, «il corteo si fermerà per lasciare spazio a una serie di interventi parlati, durante i quali affronteremo temi che riguardano direttamente il nostro presente e il nostro futuro».

