Arrosticini e tifo lungo il tracciato

7 Maggio 2023

Tanta gente ai lati della ciclabile, alcuni seguono la gara dalle barche e in canoa

ORTONA. Lo spettacolo nello spettacolo. L'Abruzzo ha vinto e lo ha fatto sfoderando una delle partenze più belle di sempre. Lo scenario della via Verde, realizzata sulla ferrovia adriatica inaugurata nel 1863 e dismessa nel 2005, è stato il fiore all'occhiello di una regione che si è esposta in tutta la sua bellezza al mondo intero. Se da una parte gli attori principali sono stati i più grandi ciclisti del momento, dall'altra i tifosi arrivati da ogni parte d'Italia e del mondo hanno fatto sì che il cerchio si chiudesse in maniera perfetta. Un incrocio di culture, lingue e dialetti che ha reso internazionale un Abruzzo che cresce a livello di consensi e che ha unito tutti in nome del ciclismo. I paesaggi spettacolari hanno lasciato a bocca aperta chiunque sia arrivato dai posti più vicini a quelli più lontani, come un piccolo gruppo di tifosi arrivati direttamente da Lubiana, dopo un viaggio di quasi 800 km per acclamare il proprio idolo Primoz Roglic. Sin dalle prime ore del mattino, migliaia di appassionati hanno invaso ogni tipo di postazione, a partire da quelle più scomode a quelle con qualche “confort” in più, come ad esempio nelle vicinanze di alberi e ponti per ripararsi dal sole battente che ha dipinto l’intera giornata. Da Fossacesia a Ortona non potevano mancare i prodotti tipici abruzzesi che hanno accompagnato e sostenuto i cicloamatori più golosi, come il gruppo capitanato da Giuseppe, nei pressi dell’ultimo tratto della pista ciclabile al porto di Ortona che ci ha confessato: «Abbiamo fatto una simulazione della cronometro, ma adesso dobbiamo fare un pit stop per reintegrare le energie». Alla domanda su cosa prevedesse il menù, non poteva esserci risposta più nostrana: «Timballo e arrosticini». Poi i più calorosi arrivati dalla Colombia per incoraggiare Fernando Gaviria con bandiere, striscioni ma anche tanti smartphone per immortalare gli scorci più belli e gli immancabili arrosticini tra le mani. Gli appassionati più fantasiosi e ingegnosi sono stati quelli che hanno deciso di godersela via mare. Barche a vela, piccoli natanti e qualcuno anche in canoa per una pagaiata quasi in simbiosi con i ciclisti in gara che sfrecciavano senza sosta. Suggestivo il tratto in cui è stato raffigurato da Lorenzo Nicoletti il murales dedicato ad Alessandro Fantini, ciclista di Fossacesia nato nel 1932, raffigurato in sella alla sua Atla che viaggia verso l’arrivo di Ortona e che va quasi ad accompagnare tutti i ciclisti impegnati nella corsa. Al passaggio due epoche a confronto che sembrano andare quasi di pari passo. Da una parte lo stile e la bicicletta anni ’50 di Fantini, in sovrapposizione a quelle di oggi e di ultima generazione dei vari Ganna, Roglic e del vincitore di tappa Evenepoel, che sembrano quasi degli astronauti con i loro caschi aerodinamici.
Riccardo Di Persio
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