Artigiani, spariti anche gli apprendisti di bottega

3 Luglio 2020

L’allarme di Lucente (Casartigiani): «L’effetto Covid si è abbattuto sul settore» Le aziende non hanno vantaggi. E il reddito di cittadinanza impigrisce i giovani

PESCARA. Il Covid-19 rischia di dare il colpo di grazia alle imprese artigiane, un settore in crisi in cui gli apprendisti di bottega sono sempre meno e che con la pandemia potrebbe essere messo letteralmente in ginocchio. L’allarme arriva dal direttore di Casartigiani Pescara, Dino Lucente: «Nei prossimi mesi c’è il pericolo di una mattanza di imprese e partite Iva» afferma. I numeri che porta all’attenzione d’altronde sono eloquenti: «In Abruzzo abbiamo circa 30mila artigiani e solo il 20% prova a prendere degli apprendisti», mentre legato al coronavirus «in questo periodo di emergenza sanitaria solo nella nostra confederazione di Pescara c’è stato un significativo calo fisiologico, ossia 40 imprese hanno cessato l’attività».
L’occupazione è ai minimi termini e non mancano problemi con gli ammortizzatori sociali: «La cassa integrazione in questo momento è ferma a marzo 2020 e con la gente senza stipendio c’è un crollo dei consumi», sostiene Lucente. Insieme all’allarme lanciato, però, il direttore di Casartigiani Pescara avanza anche delle proposte. Una su tutte: «Reistituire i contributi figurativi per le aziende produttive per almeno 36 mesi».
Questa richiesta apre all’altro grande nodo, quello dell’apprendistato. È infatti diminuito sensibilmente il numero degli artigiani che affiancano a sè gli apprendisti. «Negli anni scorsi prendevano e assumevano quasi tutti i ragazzi, perché la retribuzione veniva concessa regolarmente ma venivano versati contributi figurativi». Parliamo quindi di quelli accreditati senza onere a carico dei lavoratori. Tuttavia ora non è più cosi. E andando ad analizzare i casi, sono sette quelli presenti nell’elenco per cui l’Inps versa gratuitamente i contributi per la pensione previa richiesta da parte dell’interessato: assenze per aspettativa legate a cariche pubbliche o sindacali; assenze per malattia o infortunio del lavoratore per un periodo massimo di 22 mesi; congedo per maternità o paternità del lavoratore o per malattia del figlio; assenza per servizio militare o civile nel caso di obiezione di coscienza; assenza retribuita per assistenza a portatori di handicap; assenza dal lavoro per donazione del sangue o del midollo osseo; assenza dal lavoro non retribuita per assistenza o educazione dei figli portatori di handicap. «Perchè non riproporlo anche per gli apprendisti?», si chiede Lucente.
La pandemia ha ingigantito il problema, visto che oltretutto c’è l’esigenza di formazione obbligatoria per la sicurezza, che comporta ulteriori costi. Casartigiani su questo si è già attivata: «Abbiamo fatto un corso nella nostra sede, con tutte le precauzioni del caso e i distanziamenti previsti». Ma il direttore della confederazione di Pescara pone l’accento anche su un’altra questione, quella del reddito di cittadinanza. «Ha massacrato l’apprendistato», dichiara. «Quegli artigiani che vogliono assumere ragazzi molte volte si trovano davanti persone che rinunciano per via del reddito di cittadinanza». Lucente è convinto: «L’artigiano vuole insegnare il mestiere ma al momento è complicato».
Bisogna fare qualcosa per salvaguardare un settore importante che è in difficoltà: «Parliamo di micro piccole medie imprese, cioè da 0 a 9 dipendenti. In Italia sono il 95,2% di tutte le imprese di ogni settore e dimensione. Come non si può considerare questo?», domanda Lucente. Infine avanza un altro scenario allarmante: «Il fondo nazionale per l’apprendistato dal prossimo anno subirà drastiche riduzioni», conclude preoccupato il direttore di Casartigiani. «L’artigiano ha bisogno di risposte immediate perché nei prossimi mesi potrebbe succedere di tutto».
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