Ascensore rotto, caos all’ospedale

13 Marzo 2015

Penne, da 15 giorni i pazienti trasferiti in ambulanza. Pasqualone: una vergogna

PENNE. Un ascensore rotto complica da due settimane il trasferimento dei pazienti, dal padiglione vecchio al nuovo, dell’ospedale San Massimo di Penne. Tutti i degenti che dal Pronto soccorso devono essere ricoverati in Geriatria o Medicina vengono trasportati all’esterno della struttura con un’ambulanza sempre attiva 24 ore al giorno. Stesso discorso vale per i pazienti che dai reparti di Medicina e Geriatria devono effettuare raggi o essere trasportati nell’ala chirurgica. Il tutto con un dispendio notevole di risorse, sia in termini di personale sia per il costo di benzina del mezzo di trasporto, e di tempo. La mattina a prodigarsi nel servizio “navetta” dei degenti sono le ambulanze della Croce rossa, o Gialla o della Misericordia, mentre nel resto della giornata sono gli autisti della Asl a dover provvedere al servizio. Per quest’ultimi, addirittura, in caso di urgenze, scatta la reperibilità anche di notte. «È una vergogna inaudita. D’Amario invece di spendere i soldi per l'acquisto di vecchie strutture pensi a sistemare queste emergenze. Il direttore generale della Asl Claudio D’Amario farebbe bene a dimettersi dal suo incarico», dice il segretario Fials, Gabriele Pasqualone.

Il direttore sanitario del San Massimo, Rossano Di Luzio ha spiegato la surreale vicenda: «È vero, da una quindicina di giorni affrontiamo questo spiacevole disservizio. Purtroppo, l’ascensore in questione è talmente vecchio che i tecnici incaricati di effettuare le verifiche hanno ritenuto impossibile la riparazione e deciso per la sostituzione con un nuovo impianto. Occorrono dei tempi tecnici per l’arrivo di tutti i materiali necessari, come ad esempio il motore. Ci è stato detto che sarebbero serviti 45 giorni per il ripristino del nuovo impianto quindi, stando ai tempi, presumo ci sia da aspettare ancora per un mese», ha chiarito Di Luzio.

Anche il sindaco di Penne, Rocco D’Alfonso, nei giorni scorsi, ha invitato il direttore generale Asl a risolvere la situazione. Certo è che la vicenda, con gli operatori dell’ambulanza costretti a impiegare un mezzo di trasporto per il passaggio da un reparto ad un altro dell’ospedale, ha davvero dell’incredibile. Al disservizio dell’ascensore non funzionante, inoltre, si aggiunge sempre il disagio per una ristrutturazione generale del presidio ospedaliero pennese, per la quale è stato previsto un finanziamento da 12 milioni di euro, che tarda a prendere il via ormai da troppo tempo. (f.bel.)

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