Asili, fondi per la sicurezza a 32 Comuni: ecco l’elenco

Da Scafa, San Salvo e L’Aquila a Vasto, Chieti, Pineto e Sulmona: 47 milioni
L'AQUILA . Dei 453 progetti ammessi a finanziamento, 32 riguardano l'Abruzzo. Interventi per la messa in sicurezza, la ristrutturazione, la riqualificazione e la costruzione ex novo di asili nido, scuole dell’infanzia e centri polifunzionali per i servizi alla famiglia.
Risorse totali per 692 milioni di euro, con la nostra regione che ottiene, come si evince nell’avviso pubblico, emanato congiuntamente dai ministeri dell’Istruzione e dell’Interno in collaborazione con il ministero dell’Economia e delle Finanze e il Dipartimento per le politiche della famiglia, 47milioni di euro. Soldi immediatamente spendibili.
GLI INTERVENTI. L'elenco degli interventi finanziati è corposo: Le somme per gli asili nido sono così ripartite: Altino (Chieti) 1 milione 880 mila euro, Alanno (Pescara) 1 milione 425mila, Scafa (Pescara) 1 milione 540mila euro, Montelapiano (Chieti) 1 milione 88mila 060 euro, Pollutri (Chieti) 342mila 475 euro, Tollo (Chieti) 950mila, Lanciano 1 milione 280mila euro, sempre a Lanciano un secondo intervento da 1 milione 400mila euro, Montebello di Bertona (Pescara) 964mila 106 euro, Tocco da Casauria (Pescara) 1 milione 425mila euro.
Per gli asili nido nelle aree svantaggiate l'unico progetto abruzzese riguarda Nocciano (Pescara), a cui sono stati concessi 2 milioni 444mila 180 euro. Scuole infanzia: Vasto 3 milioni di euro, San Giovanni Teatino 3 milioni di euro e Tornareccio (Chieti) 3 milioni. Scuole infanzia aree svantaggiate: Rosciano (Pescara) 1 milione 90mila euro, L'Aquila 1 milione 950mila euro e Nereto (Teramo) 156mila 800 euro.
CENTRI POLIFUNZIONALI. Altre risorse sono state stanziate per i centri polifunzionali e la riconversione di alcuni spazi. In particolare, il comune di Rosello (Chieti) ha ottenuto 2 milioni 800mila euro per i centri polifunzionali e San Salvo 2milioni 850mila euro. Gli interventi nelle aree svantaggiate prevedono 2 milioni 510mila euro per Miglianico (Chieti, 1 milione 570mila euro per Ripa Teatina e 965mila euro per Colledimezzo, sempre in provincia di Chieti. Per la riconversione spazi a Furci (Chieti) sono andati 334mila euro, Fossacesia (Chieti) 2 milioni 267mila 464 euro, a Pineto 500mila, Magliano dei Marsi (L'Aquila) 3milioni di euro, Sulmona 822mila 969 euro, Torrebruna (Chieti) 947mila euro, Corropoli (Teramo) 800mila euro, Controguerra (Teramo) 440mila euro e Cerchio (L'Aquila) 780mila euro e Villamagna (Chieti) un milione e 300mila euro.
SCUOLA AL CENTRO. «Continua il lavoro della ministra Elena Bonetti», commenta il deputato di Italia Viva, Camillo D'Alessandro, «a favore della famiglia e della scuola, con le politiche pubbliche che tornano al centro dell'agenda politica. Nella fase pandemica i primi a soffrire sono stati i più piccoli: interventi a favore della costruzione di una rete di asili nido e servizi per l'infanzia vanno nell'indirizzo di una politica di genere che consenta alle donne di dedicarsi anche alla professione, oltre che alla famiglia».
Si tratta, ha rilevato D'Alessandro «di una prima tranche di finanziamenti, immediatamente spendibili, per la riconversione e la ristrutturazione di edifici, a cui seguirà un nuovo riparto delle risorse».
AREE SVANTAGGIATE. I quasi 700 milioni di euro previsti a livello nazionale sono stati così ripartiti: 280 milioni per gli asili nido,175 per le scuole dell’infanzia, 105 per i centri polifunzionali per servizi alla famiglia, 140 milioni per la riconversione di spazi delle scuole dell’infanzia attualmente inutilizzati. Il 60% delle risorse di ciascuno di questi capitoli è destinato alle aree periferiche e svantaggiate, per recuperare i divari esistenti. Nel dettaglio, sono stati ritenuti ammissibili al finanziamento interventi per circa 692 milioni di euro: le somme rimanenti saranno ridestinate, insieme alle economie, per lo scorrimento delle graduatorie. Le Regioni del Sud ottengono il 54,4 per cento delle risorse totali. I progetti selezionati sono parte integrante del Piano di ripresa e resilienza e della programmazione del FamilyAct e utilizzano la prima tranche dei 2,5 miliardi di euro stanziati nella legge di bilancio 2020.

