Asilo chiuso in anticipo, è scontro
L’opposizione chiede al Comune informazioni sul servizio bloccato
MANOPPELLO. Il 30 giugno è stato l’ultimo giorno di asilo per i piccoli frequentatori del nido comunale “La Quercia” di Manoppello. Una chiusura anticipata di un mese rispetto al calendario fissato dal vigente regolamento comunale per l’organizzazione ed il funzionamento dell’asilo nido, che fissa l’inizio dell’attività al 1° settembre e la sospensione al 31 luglio dell’anno successivo.
E sin dalla sua apertura, risalente al 2015, il nido ha sempre rispettato il calendario, cercando così di favorire il più possibile sia le esigenze dei bambini, legate principalmente all’incontro sociale, il gioco e l’educazione, sia quelle dei genitori lavoratori. Quest’anno, però, l’amministrazione ha deciso di sospendere il servizio il 30 giugno, generando non poche difficoltà alle famiglie, già sovraccaricate dal pesante impatto della pandemia.
«A nulla sono servite», affermano i consiglieri di minoranza Barbara Toppi, Antonella Faraone, Katia Colalongo, Romeo Ciammaichella, Lucio Di Bartolomeo, «le richieste dei genitori di prolungare l’apertura: alla data stabilita, l’asilo ha chiuso i battenti. Abbiamo presentato quindi un’interrogazione al sindaco Giorgio De Luca e all’assessore competente per conoscere le ragioni che sono alla base di una tale decisione. Ci aspettiamo», vanno avanti i consiglieri, «delle risposte credibili, non vorremmo che sia stato sacrificato un servizio socio-educativo di interesse pubblico per una questione economica». A questa prima domanda i consiglieri di minoranza hanno chiesto spiegazioni sull'utilizzo dei fondi ricevuti dal Comune, nei mesi scorsi, dall'Ecad 17, quale contributo proprio per garantire l’estensione dei servizi mediante l’apertura pomeridiana o durante una o più mensilità nel periodo estivo. «Vogliamo chiarezza sull’impiego dei contributi» concludono. (w.te.)

