Asl, oltre 500 lavoratori verso la stabilizzazione

A Pescara la manifestazione dei sindacati contro le carenze di personale L’8 ottobre il vertice decisivo. La Regione è pronta a regolarizzare i precari
Per oltre 500 lavoratori precari delle Asl abruzzesi, a breve potrebbe scattare l’agognata stabilizzazione. La Regione, infatti, ha fatto filtrare la volontà di agevolare l’assunzione del personale precario, già in servizio nelle Asl, ma che è risultato idoneo nelle graduatorie, per posti a tempo indeterminato, di altri concorsi in altre strutture d’Italia. Avranno la possibilità di essere stabilizzati in Abruzzo ed è la novità principale maturata nel vertice di ieri tra l’assessore regionale alla Salute, Nicoletta Verì, e i rappresentanti dei lavoratori della sanità, Paola Puglielli (segretaria della Cgil Abruzzo Molise), Vincenzo Mennucci (segretario generale della Fp-Cisl Fp Abruzzo-Molise) e Giuseppe De Angelis (segretario generale della Uil Fpl Abruzzo) che ieri hanno manifestato, a Pescara, davanti agli uffici del Dipartimento sanità. La stabilizzazione di questi precari verrà discussa nei dettagli l’ 8 ottobre, nel corso di un tavolo regionale in cui verranno affrontate anche altre tematiche del fronte sanità.
LA NOVITÀ. La Regione ha fatto sapere che intende agevolare in ogni modo la stabilizzazione dei lavoratori precari: nello specifico, si tratta di soggetti che lavorano già nelle Asl abruzzesi e che, al tempo stesso, sono risultati idonei in altri concorsi, in giro per l’Italia. Sono lavoratori alla disperata ricerca di garanzie e che vedrebbero di buon occhio una stabilizzazione in Abruzzo, scongiurando la necessità di cambiare vita e luogo di lavoro.
I TEMI SUL TAVOLO. «Non sarà l’unica questione che verrà discussa con la Regione», spiega Paola Puglielli, «chiediamo risposte anche sulla riorganizzazione della rete ospedaliera territoriale. La carenza degli organici nella sanità pubblica, al momento, è drammatica. Oggi (ieri per chi legge), abbiamo portato in piazza le diverse anime della sanità, proprio perché vogliamo riorganizzarla partendo dai bisogni di salute dei cittadini». L’ordine del giorno del tavolo dell’8 ottobre (che si terrà alle 12), vedrà la discussione delle dotazioni organiche della sanità, le stabilizzazioni dei precari e si parlerà anche dei servizi sanitari esternalizzati. Ci sarà pure da discutere il rinnovo del contratto per i lavoratori delle strutture private.
I PRECARI DEL COVID. La Regione ha anche chiarito che non potranno essere stabilizzati, invece, i precari del Covid, cioè tutti quei lavoratori assunti, tramite agenzie interinali, per dare supporto alle Asl durante il periodo cruciale dell’emergenza pandemia. «Parliamo di tutte le figure sanitarie impiegate durante l’ultimo anno di pandemia», spiegano Vincenzo Mennucci e Francesca Piscione, segretaria regionale Felsa-Cisl Abruzzo Molise, «infermieri, tecnici e operatori sociosanitari di cui le Asl hanno avuto bisogno e che hanno prestato servizio in prima linea da subito. Hanno compensato le mancanze della sanità nel periodo cruciale della pandemia». La Regione ha chiarito che, a questi lavoratori, verranno comunque riconosciute delle premialità, e verrà tenuto conto del lavoro fatto, durante la definizione delle graduatorie dei vari concorsi finalizzati all’assunzione nelle Asl. Su questo fronte, però, la richiesta dei sindacati si spinge oltre: «Sarebbe auspicabile che questi lavoratori vedessero valorizzate le loro competenze e il loro spirito di abnegazione», sottolinea Puglielli, «queste persone hanno dato l’anima in piena emergenza ed ecco perché sarebbe il caso di avviare percorsi immediati di stabilizzazione».
I SERVIZI ESTERNALIZZATI. L’altro tema caldo, sollevato dai sindacati, riguarda i servizi sanitari esternalizzati dalla sanità pubblica. «Con il blocco delle assunzioni», spiega Giuseppe De Angelis della Uil, «le Asl sono state costrette ad appaltare servizi a cooperative e agenzie interinali. Chiediamo la reinternalizzazione di questi servizi sia per dare più garanzie ai lavoratori, ma anche per restituire efficienza e fiducia a tutto il sistema della sanità pubblica».

