Assunti 2 medici per l’ospedale: Gastroenterologia si rafforza

Il reparto, declassato nel 2018 a unità operativa semplice, ora può contare sul nuovo personale Il vice presidente del consiglio regionale Pettinari: «Ma ci sono ancora tanti problemi da risolvere»
PENNE. La Asl di Pescara ha disposto l’assunzione a tempo determinato di due nuovi medici per l'unità operativa semplice dipartimentale di Gastroenterologia del San Massimo, di Penne. In base all'avviso predisposto, sono state assunte le dottoresse Laura Lamonaca (vincitrice dell'avviso) e Sila Cocciolillo.
Due unità in più che andranno sicuramente a dar manforte al grande lavoro portato avanti in questi anni dalla dottoressa Mariangela Spezzaferro, responsabile della Uosd di Gastroenterologia del San Massimo. La Gastroenterologia pennese, declassata a dicembre 2018 a unità operativa semplice, per diverso tempo ha lavorato senza la copertura di due unità mediche. Tutto ciò nonostante che dal 2012 al 2018, sotto la guida di Alessandro Della Sciucca, abbia effettuato un numero di 600 prestazioni annue di ecoendoscopia diagnostica e interventistica.
Solo nel 2016 la Gastroenterologia del San Massimo ha eseguito qualcosa come 4.554 esami endoscopici e diagnostici. La Gastroenterologia dell’ospedale pennese è stata di certo negli ultimi anni un punto di riferimento non solo per l’area metropolitana Chieti-Pescara, ma anche regionale ed extra regionale, con pazienti arrivati al San Massimo anche dal Molise, dalla Puglia e dal Lazio. Dal primo febbraio 2019, poi, Spezzaferro ha continuato a lavorare nel solco tracciato dal prof Della Sciucca, ma di fatto, per diverso tempo, non ha avuto unità mediche di supporto a sufficienza. «Sono contento e soddisfatto. È una battaglia che sto portando avanti da tempo. La Gastroenterologia del San Massimo è una grande eccellenza», ha detto il vice presidente del consiglio regionale Domenico Pettinari (M5S). «Ad oggi, però, purtroppo, c'è ancora tanto da lavorare per l'ospedale di Penne. C'è da riconsegnare dignità ad un ospedale che negli anni è stato letteralmente smembrato. È un ospedale che deve essere ristrutturato, con lavori che se tutto va bene partiranno tra due anni». «Cosa ancor più grave», continua Pettinari, «il piano di riordino della rete ospedaliera non è stato ancora approvato dalla Regione. Siamo in ritardo, non sappiamo ancora che fine farà il San Massimo. Non vorremmo che il potenziamento di Gastroenterologia sia solo un palliativo, per poi scoprire tutto ad un tratto che l'ospedale San Massimo non può più camminare perché si conferma il depotenziamento. Oggi, di certo, c'è un Pronto soccorso che non ha i reparti affini per funzionare adeguatamente».

