«Attenti al morbillo»

6 Gennaio 2017

L’allerta della Asl: è rischioso come la varicella, proteggetevi

PESCARA. Prosegue la corsa alla vaccinazione contro la meningite, lo spauracchio del momento a causa degli allarmi che arrivano sia da fuori regione sia dall'Abruzzo, gli ultimi casi a Sulmona (anziano in via di guarigione) e Avezzano (giovane donna affetta da meningite non contagiosa).

Il telefono del centro di vaccinazione della Asl pescarese è bollente e continuano le file agli sportelli per prenotare una dose per tutta la famiglia. Ma i sanitari avvertono gli utenti: nella psicosi generale non perdete di vista anche la calendarizzazione delle altre vaccinazioni, quelle del morbillo e della varicella, soprattutto, malattie ancora più pericolose e contagiose della meningite.

Carla Granchelli, direttore dell'unità operativa complessa di Igiene ed epidemiologia della Asl pescarese, scioglie alcuni dubbi su questa temibile patologia che fa molta paura perché in alcuni casi può essere mortale.

Dottoressa Granchelli, come si contrae la meningite?

«La meningite si contrae attraverso soggetti portatori sani della malattia, portatori che non sanno di averla. Ha un periodo di latenza fino a dieci giorni. Non si hanno, dunque, sintomi immediati. Ma chi contrae il batterio, a un certo punto, comincia ad accusare febbre molto alta, nausea, vomito, questi alcuni sintomi del malessere. Attenzione alla febbre alta, se si superano i 40- 41, dopo aver preso i farmaci del caso magari pensando all'influenza, bisogna recarsi in ospedale e farsi monitorare. I batteri si annidano nel cavo orale e rimangono fermi fino all'esplosione della patologia».

Se il batterio è già in circolo e si decide di fare il vaccino, che cosa accade all'organismo?

«Se la malattia è contratta, il vaccino non serve più. Vengono somministrati antibiotici alle persone in contatto con i soggetti esposti».

Che tipo di anticorpi vengono iniettati attraverso il vaccino?

«Non si tratta del batterio intero della meningite, come si pensa erroneamente, ma sono ceppi, pezzetti di antigeni purificati in laboratorio».

A parte bambini e adolescenti, a quali categorie di persone il vaccino contro la meningite può essere consigliato?

«Agli ultrasessantacinquenni e alle categorie a rischio come diabetici, cardiopatici, ai soggetti che soffrono di insufficienza respiratoria, consigliamo il vaccino contro lo pneumococco perché allenta la riacutizzazione delle patologie e previene complicanze respiratorie comprese le otiti, trattandosi di persone con fisici già compromessi da altre malattie. Tra le categorie a rischio, vi sono anche gli operatori sanitari o coloro che sono molto a stretto contatto con il pubblico. Per coloro che hanno meno di 65 anni, suggeriamo di dare un'occhiata al calendario delle vaccinazioni, consultabili sul sito del ministero della Salute e dell'Istituto superiore di Sanità, contro il tetano o la difterite, per esempio».

Un ultimo suggerimento? «Ammetto di essere molto preoccupata per questa corsa al vaccino contro la meningite, generata dagli allarmi provenienti da tutta Italia. La paura sta facendo perdere di vista alla gente l'importanza di altre vaccinazioni come il morbillo e la varicella. Un’encefalite da morbillo causa complicanze per una persona su mille e sono patologie altamente più contagiose della meningite. I richiami si fanno nei primi anni di vita dei bimbi, tre almeno, tra uno e 18 anni (fino a questa età i vaccini sono gratuiti) e poi ogni dieci anni per gli adulti».

La Asl di Pescara ha acquistato altre 800 dosi di vaccino contro la meningite, oltre alle 500 già a disposizione, a costi variabili tra i 16, 50 e 81 euro, a seconda che si tratti di vaccino contro il meningococco C o B o tetravalente.

Le prenotazioni si potranno ancora effettuare da lunedì 9 a venerdì 13 gennaio, dalle 9 alle 12, allo 085 4253969, attualmente unico numero disponibile. ©RIPRODUZIONE RISERVATA