Attiva, altri tre ex da assumere
Accolti i ricorsi contro la società dei rifiuti, inviata subito una diffida
PESCARA. Attiva dovrà assumere altri tre ex interinali, messi fuori dall’azienda dei rifiuti due anni fa alla scadenza dei loro contratti a termine. Ieri l’avvocato Fabio Di Paolo, difensore dei tre ex lavoratori, ha fatto sapere che il giudice Teodora Ferrante ha accolto tre ricorsi proposti dagli ex interinali Paolo Granchelli, Roberto Faieta e Romano Di Domizio «convertendo», ha spiegato il legale, «il loro rapporto di lavoro a tempo indeterminato e condannando Attiva al reintegro dei ricorrenti nel posto di lavoro e con le mansioni espletate prima della scadenza del precedente contratto di somministrazione lavoro». «La società», ha aggiunto Di Paolo, «è stata inoltre condannata al pagamento al pagamento di 2,5 mensilità dell’ultima retribuzione e alla refusione delle spese di giudizio». «Poiché la sentenza è immediatamente esecutiva», ha rivelato ancora l’avvocato, «i lavoratori hanno già notificato un atto di diffida con cui hanno sollecitato l’azienda a rispettare immediatamente la sentenza in modo da costituirla in mora».
Questa non è la prima volta che ex interinali si vedono accogliere i ricorsi contro l’azienda. Lo scorso 20 febbraio, il giudice del lavoro Massimo De Cesare aveva riconosciuto le ragioni di altri due ex lavoratori, Stefano Palestini e Bruno Pierangelo, difesi anche loro da Di Paolo, riammettendo i ricorrenti nel posto di lavoro.
Il tribunale, anche in quell’occasione, aveva confermato il principio secondo cui alle società in house, allorquando sia accertata la nullità del termine apposto ai contratti di somministrazione lavoro, si applica la sanzione della conversione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato.(a.ben.)
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