Attiva: concorso a norma di legge

11 Febbraio 2016

Il direttore generale: non abbiamo fatto promesse, ma vogliamo recuperarli

PESCARA. «Il concorso è a norma di legge». Il direttore generale di Attiva Massimo Del Bianco (nella foto), oggi bestia nera degli interinali Attiva per aver avviato e portato a termine, con l’amministratore unico di Attiva Domenico Di Michele, l’iter del concorso di novembre con cui gli interinali che protestano hanno perso il posto, puntualizza: «Stiamo cercando di fare le cose previste dalla legge cercando di recuperare professionalità che ci servono. Non sono l’avversario che li vuole ostacolare. Se queste persone hanno lavorato in Attiva chi per tre anni, chi fino a sette, se sono stati rinnovati ogni volta i loro contratti significa che hanno lavorato bene, che sono ragazzi in gamba»

Sono ex lavoratori che oggi dicono che quel concorso era stato fatto per loro, per farli entrare definitivamente.

Devono sentire chi gliel’ha detto. Noi sicuramente no.

Fa pensare il concorso annunciato a maggio del 2014, in piena campagna elettorale. Come stanno le cose?

Del concorso si cominciò a parlare a fine 2013 quando uscì una norma che consentiva alle società pubbliche di assumere. Noi preparammo il piano triennale, come prevedeva la norma. La vecchia amministrazione (Mascia, di centrodestra ndr) l’approvò a maggio del 2014 definendo i numeri delle assunzioni da fare nei tre anni. Poi è cambiata l’amministrazione (Alessandrini, di centrosinistra, ndr) e la nuova ha voluto capire che cosa c’era scritto nel piano triennale. Nel frattempo è uscito il Job act con la possibilità di avere gli sgravi contributivi per chi assumeva entro il 2015. E abbiamo dovuto rifare il piano con il totale delle assunzioni non più divise nei tre anni, ma concentrato nella quasi totalità nel primo anno, nel 2015, per prendere gli sgravi contributivi, circa un milione e mezzo di euro. È grazie a questo risparmio che si è potuta diminuire la Tari, la tassa sui rifiuti.

Gli esclusi vi accusano di aver fatto le preselezioni con domande troppo difficili, escludendoli in partenza.

Il bando prevedeva 30 domande, ma solo 10 erano di cultura generale peraltro a mio giudizio alla loro portata, ma altre 5 erano sulla sicurezza, e loro hanno fatto molti corsi a riguardo; 5 sulla toponomastica, e chi più di loro conosce le strade della città; 5 sul codice della strada, e avere la patente è un requisito per partecipare; e 5 sulla gestione dei rifiuti. Erano domande a risposta multipla accessibilissime e lo dimostra che 18 interinali di Attiva sono stati assunti.

A che cosa serve il tirocinio che proponete?

Serve a creare delle specializzazioni di cui la società ha bisogno. Se il Comune ci dà il verde e la manutenzione delle fontane, come si sta verificando, nell’ambito dell’igiene urbana serviranno diverse professionalità. Dopo il tirocinio si farebbe un bando con la richiesta di queste professionalità e una graduatoria che verrebbe assorbita nel tempo.

Quanto tempo?

Le graduatorie possono restare valide dai 3 ai 5 anni, ma si può immaginare anche di assumerli in due anni, dipende dalla politica. Ma la proposta è per tutti gli interinali, non solo per quelli che urlano.

Che colpe ha, se ce l’ha, la politica?

Le difficoltà gestionali avute negli anni sono dovute ai legislatori che non hanno mai avuto le idee chiare sulle società municipalizzate. C’è stata una confusione pazzesca, dal 2008 al 2014 siamo stati impossibilitati ad assumere. Se Attiva fosse stata un’azienda privata avremmo potuto assumere gli interinali man mano, ma non si poteva fare».(s.d.l.)

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