Attiva deve assumere altri 4 ex interinali

Il giudice del lavoro accoglie nuovi ricorsi di collaboratori licenziati alla scadenza del loro contratto
PESCARA. Attiva, la società comunale dei rifiuti, deve assumere altri quattro ex interinali. Si tratta di collaboratori utilizzati per anni dall’azienda e poi licenziati alla scadenza dell’ennesima proroga del contratto. Il giudice del lavoro ha accolto i loro ricorsi e ha condannato la municipalizzata ad inserirli nell’organico a tempo indeterminato. Con i provvedimenti emanati dal tribunale nei giorni scorsi, salgono così a cinque gli ex lavoratori da assumere. Ma altre sentenze sono in arrivo nei prossimi mesi: in ballo ci sarebbero altri 35 ricorsi da discutere.
Sono due gli avvocati che difendono gli ex interinali: Fabio Di Paolo e Carlo Alfani. Di Paolo ha seguito le cause di lavoro promosse contro Attiva dagli ex lavoratori Stefano Palestini e Bruno Pierangelo. Le ha vinte entrambe.
«Il tribunale di Pescara», dice il legale, «conferma il principio secondo il quale alle società in house, allorquando sia accertata la nullità del termine apposto ai contratti di somministrazione, si applica la sanzione delle conversione del rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato». «È una decisione di esemplare chiarezza, ottimamente motivata sotto il profilo logico-giuridico, che accoglie integralmente la domanda proposta dagli ex lavoratori. Auspico che la società adempia spontaneamente all’obbligo di riammissione dei ricorrenti nel posto di lavoro e nelle mansioni da ultimo espletate». «In caso contrario», conclude l’avvocato, «non potremo che chiedere l’adempimento coattivo di tale obbligo, con valutazione del comportamento degli organi sociali anche sotto il profilo dell’eventuale elusione dell’ordine del giudice».
Ma il direttore di Attiva Massimo Del Bianco, a seguito di precedenti pronunciamenti del tribunale, aveva preannunciato ricorsi in appello con richiesta di sospensiva degli effetti delle sentenze».©RIPRODUZIONE RISERVATA

