Auchan, sciopero contro i tagli

10 Maggio 2015

Cinquanta lavoratori protestano davanti al centro commerciale con le bandiere

PESCARA. Hanno fissato il quartier generale nella piazzola-rondò, di fronte al centro commerciale, tra l’ipermercato e l’aeroporto, e da lì con fischietti e bandiere hanno fatto sentire tutto il loro disappunto. Sono stati i lavoratori di Auchan-aeroporto, circa una cinquantina - hanno dichiarato ieri i sindacati - che per tutto il giorno hanno scioperato contro le decisioni del vertice del colosso francese della grande distribuzione, il quale ha previsto la sospensione del pagamento della quattordicesima; un inquadramento, di tutto il personale, a un livello inferiore; e la revisione di altri istituti contrattuali, come hanno fatto sapere i sindacati. Ma lo sciopero indetto ieri riguarda anche il piano degli esuberi previsti dall’azienda, che in tutt’Italia ammonterebbe a 1426 unità, mentre per la sede di Auchan-Aeroporto ne sarebbero state individuate 37, sui 207 dipendenti totali. Una giornata, quella di ieri, con l’ipermercato rimasto aperto, in cui sono stati improvvisati brevi cortei intorno alla rotatoria posta di fronte al centro commerciale, con alcuni scioperanti arrivati anche con i propri figli, a testimoniare la drammaticità di un eventuale ingresso in mobilità da parte di alcuni. Delle questioni contrattuali e degli esuberi se ne riparlerà dopodomani, martedì, a Roma, quando si rincontreranno i sindacati e i vertici dell’azienda. Una vicenda che riguarda anche i dipendenti del centro Auchan di Cepagatti, con i suoi 156 dipendenti, anch’essi in parte in sciopero, i quali però ieri non hanno preso parte all’appuntamento nei pressi dell’aeroporto. «I lavoratori di Cepagatti», ha osservato Lucio Cipollini, segretario provinciale di Filcams Cgil, «hanno manifestato in maniera più blanda. Comunque», ha aggiunto Cipollini, «della manifestazione siamo soddisfatti, per quanto riguarda le adesioni». Ma i sindacati hanno anche rimarcato che nel mirino dell’azienda sono entrati solo alcuni tipi di dipendenti. «Perché, mi chiedo», ha posto in luce Bruno Di Federico, della Uil Tucs, «l’azienda ha pensato di recuperare, attuando degli esuberi solo rivolgendosi ai lavoratori del quarto livello?». Per Lidia Forli, poi, della Fisascat Cisl Abruzzo, «la Regione dovrà adottare una politica fiscale adeguata per far ripartire i consumi».

Vito de Luca