“Autismo Abruzzo”: un fatto grave

Il presidente Verzulli: insegnanti non preparati, occorrono corsi di formazione
PESCARA. «È la prima volta che sento parlare di maltrattamenti a un bambino autistico all’interno di un’istituzione scolastica abruzzese. Si tratta di un fatto molto grave, cui purtroppo devo aggiungere che da tempo noto la scarsa preparazione degli insegnanti di sostegno assegnati agli alunni autistici».
Dario Verzulli è il presidente della onlus “Abruzzo Autismo”, e la notizia di quanto accaduto due anni fa a un alunno della scuola media Silone di Montesilvano lo turba molto. «In seconda elementare a mia figlia venne affiancata un’insegnante di sostegno di Rieti, che arrivava a scuola sempre in condizioni indecenti», racconta Verzulli. «Un giorno l’insegnante svenne in classe, e venimmo a sapere che era una tossicodipendente destinata al sostegno come attività di recupero. Una situazione incredibile. C’è chi l’insegnante di sostegno lo fa per scelta e chi invece lo fa come strategia per essere trasferito e riavvicinato alla sua città, ma in entrambi i casi ci troviamo sempre di fronte a operatori impreparati. La nostra proposta avanzata da tempo a Uffici scolastici provinciali, Ufficio scolastico regionale, Asl e Regione», prosegue il presidente di Abruzzo Autismo «è quella di organizzare corsi formativi per il personale di sostegno della scuola. Un approccio adeguato può infatti aiutare il bambino autistico a superare in pochi giorni tutti gli ostacoli collegati all’ingresso in una nuova classe, e al rapporto con persone sconosciute».
Alla domanda se conosce la famiglia del ragazzo maltrattato alla Silone, Verzulli risponde: «No, e non conoscevo neanche questo doloroso caso. La nostra onlus raccoglie 170 famiglie da tutta la regione, ma sono ancora tante le famiglie con bambini autistici ancora restìe ad uscire allo scoperto, mentre altre si affidano ad amici o al politico di turno».

