Auto nella scarpata, muore a 53 anni

Tragedia all’alba a Capestrano. Gianni D’Ettorre era un operatore tecnico della Asl, domani i funerali a Catignano
CAPESTRANO. Alba tragica per un uomo di 53 anni di Catignano, Gianni D'Ettorre, ieri mattina al bivio di Ofena sulla strada statale 153 per l'Aquila.
La sua vettura, una Fiat Punto proveniente da Catignano, per motivi ancora in corso di accertamento, intorno alle 6,15 si è scontrata con la Peugeot 205 che viaggiava in direzione L'Aquila, condotta da Carlo Trafficante, 54 anni, originario di Bussi sul Tirino, ma residente all'Aquila, e dopo il violento impatto è finita nella scarpata dopo essersi ribaltata più volte. L'uomo è rimasto schiacciato dalla sua stessa auto senza avere scampo.
D'Ettorre era partito di buon’ora per andare a caccia. Un’attività che praticava non per uccidere gli animali, ma per proteggerli.
Era del resto il suo lavoro da operatore tecnico della Asl di Pescara, ruolo che ha ricoperto per circa trent'anni e che in origine era identificato con il nome di accalappiacani. Il conducente della Peugeot è uscito con ferite lievi dallo scontro ed è stato ricoverato all'ospedale di Popoli con una prognosi di dieci giorni.
La salma di D'Ettorre è stata trasferita all'obitorio dell'ospedale dell'Aquila dove probabilmente oggi sarà effettuata l'autopsia, circostanza che farà slittare a domani mattina il funerale, previsto nella parrocchia di San Giovanni Battista diretta da padre Tony Pannicodu.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Sulmona e della stazione di Capestrano agli ordini del maresciallo aiutante Ercole Angelone che hanno effettuato i rilievi del caso, coadiuvati dai colleghi della stazione di Fontecchio e dall'aliquota radiomobile della compagnia di Sulmona, nonché da una pattuglia della sottosezione della polstrada di Sulmona per la gestione e il ripristino della circolazione stradale.
Il personale dell'Anas, infatti, ha provvisoriamente istituito il senso unico alternato nel tratto dal chilometro 14, in corrispondenza di Capestrano/innesto statale 602 di Forca di Penne (L'Aquila).
La rimozione delle auto e la gestione dell'emergenza è stata affidata ai vigili del fuoco del distaccamento di Popoli e dell'Aquila. La notizia ha sconvolto la piccola comunità di Catignano per la stima di cui Gianni D'Ettorre gode in paese, e gettato nel dolore la famiglia, composta dalla moglie Anna Franca e dai figli Monia e Davide. Con Remo Catani, collega della Asl e delle guardie zoofile Carmelita Bellini e Carla De Dominicis, Gianni ha tracciato la storia del recupero degli animali randagi a Pescara, sempre pronto a intervenire anche in situazioni pericolose. A lui era affidato anche il compito di sparare ai cani le siringhe con la dose di narcotico. Erano gli unici colpi che rivolgeva verso gli animali, naturalmente per catturarli e proteggerli.
«Abbiamo lavorato insieme per oltre 20 anni», testimonia Carmelita Bellini, particolarmente toccata per la tragedia improvvisa, «L'ultimo recupero lo abbiamo fatto mercoledì in viale Kennedy a Pescara con l'aiuto dei veterinari Nicola Di Luca e Lucio Di Tommaso. E poi chi non ricorda Romeo, lo stanco cane della stazione, prelevato e messo al sicuro nel 2002 da Gianni e il suo staff?». La partecipazione del paese alle esequie sarà certamente moto intensa.
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