«Autobus sporchi e mancano i controlli»

17 Ottobre 2021

La denuncia di Pettinari (M5S): situazione indecente. La replica di Tua: puliamo, ma troppi incivili

PESCARA. «Bus sporchi» tra resti di mascherine usate e lattine di birra vuote “nascoste” sotto i sedili; «ragnatele che si dipanano accanto al cambio delle marce»; numeri delle corse e destinazioni che «spariscono alla vista degli utenti dai display luminosi e ricompaiono su cartelli improvvisati e poggiati vicino alla guida del personale viaggiante» che lamentano: «Ci bloccano la visuale durante le manovre». Gli autisti assisi su poltroncine di plastica «ricoperte da strati di polvere». I mezzi di trasporto «vetusti, spaccati, scrostati». «Sbiaditi i perimetri dei posteggi», la pavimentazione del terminal bus della stazione «cosparsa di buche nell’asfalto», i bagni a disposizione del personale senza acqua né carta igienica e sapone: «Lo sciacquone è secco, dobbiamo arrangiarci con bottiglie e secchi di fortuna». «Incuria, sporcizia, degrado sui mezzi pubblici: una situazione al limite della decenza ai danni dei cittadini» tuona Domenico Pettinari, vice presidente del Consiglio regionale, che ha raccolto le immagini scattate durante una ispezione negli abitacoli e illustrato il dossier alla stampa durante un incontro in piazza della Repubblica, il capolinea dei bus della Tua dove ogni giorno salgono e scendono dai mezzi migliaia di passeggeri e 250 autisti (su Pescara) dell’azienda di trasporti.
Alcuni dei quali, sindacalisti di OrSa Trasporti (Organizzazione sindacati autonomi e di base), Alex Orlandi, Sabatino Sinni, Fulvio Chiavaroli e Luciano Vernisi, protestano al fianco di Pettinari e si dicono «umiliati ogni giorno per le condizioni di disagio in cui lavoriamo con la gente che si sfoga e si lamenta con noi per la scarsa igiene all’interno degli autobus».
Il presidente della Tua, Gianfranco Giuliante, replica per punto per punto ai malumori del pentastellato e del sindacato. «Per quanto riguarda i bagni», precisa il manager dell’azienda che fattura 120 milioni di euro l’anno, 800 bus circolanti in tutta la regione, «l’impresa incaricata pulisce tre volte al giorno, se i locali sono sempre sporchi è un problema di civiltà. Lo stesso dicasi per i mezzi che ogni mattina escono dai garage puliti e sanificati e sulle strade. Negli ultimi due anni abbiamo messo su strada 200 nuovi bus, poi, certo, c’è anche una flotta vetusta. Se manca l’acqua, il disservizio è di Aca, ma stiamo pensando all’installazione di autoclavi». Sui numeri delle corse e destinazioni disegnati su pezzi di cartone, chiarisce Giuliante: «I display funzionano, ma gli aggiornamenti su tragitti e coincidenze, anche a servizio delle scuole, sono troppi. Un cartello, talvolta, è più funzionale. In ogni caso anche lo scorso anno siamo stati segnalati da un altro sindacato alla Asl di Chieti, ma neppure in quel caso sono state riscontrate irregolarità».
Le turnazioni sono l’ultimo grattacapo per i vertici Tua alle prese «con i continui permessi per malattie, Covid e assenze di Green pass del personale. Siamo in sovraccarico con i turni perché abbiamo dovuto rimandare a casa alcuni autisti. Buche e segnaletica sbiadita sono di competenza del Comune». Pettinari denuncia, inoltre, «l’assenza di materiale informativo cartaceo a supporto dell’utenza più debole e la carenza di controllori a fronte di troppi passeggeri che non pagano il biglietto». «Verissimo» conferma Giuliante, «durante la fase più difficile dell’emergenza non potevamo permettere altri ingressi nei bus», oltre ai viaggiatori contingentati all’80%, «e abbiamo perso 8 milioni di euro di incassi».