Autostrade, un coro di no agli aumenti dal 1° luglio

Cna Fita, Casartigiani e Codacons si schierano contro il rincaro del 34,74%: «Si aggiunge alla crescita del prezzo del carburante, una tempesta perfetta»
PESCARA. L’aumento dei pedaggi sulle autostrade A24 e A25 dal primo luglio scatena un coro di “no” in Abruzzo, a partire dalle associazioni di categoria e dei consumatori.
L’adeguamento delle tariffe, che prevede un rialzo del 34,74% dal primo luglio, sembra infatti ormai cosa inevitabile: il Governo, nonostante l’annuncio a maggio del ministro delle Infrastrutture Enrico Giovannini in tal senso, non ha ancora ufficializzato un blocco delle tariffe come quello scaduto il 31 dicembre scorso. Mentre alla concessionaria Strada dei Parchi sta valutando il da farsi, ma lo sconto commerciale messo in campo dalla società per bloccare l’aumento dal primo gennaio fino al prossimo 30 giugno sarebbe già costato 30 milioni di euro: altri sei mesi di stop costerebbero altrettanti, per un totale di 60 milioni, cioè una parte importante del proprio fatturato. Se nessuna delle due parti – già in rotta per le opere di messa in sicurezza delle autostrade, il nuovo Piano economico finanziario e la rescissione delle convenzione – prendesse una decisione nei prossimi giorni, il prezzo dell’adeguamento economico dei pedaggi ricadrebbe tutto sugli utenti, sommandosi al caro carburante che ha riportato benzina e gasolio sopra alla soglia dei due euro al litro a causa della crisi energetica, della guerra in Ucraina e delle tensioni internazionali.
Per questo le associazioni di categoria e dei consumatori annunciano battaglia.
GLI AUMENTI
Viaggiare da Pescara a Roma, per una famiglia in auto dal primo luglio potrebbe quindi costare oltre 6 euro di pedaggio in più, arrivando a 26 euro. Da Teramo alla Capitale si passerebbe da 17,50 a 23,50 euro, dall’Aquila 15,60 invece di 11,60, da Avezzano 13,60 invece di 10,10. Aumenterebbero ovviamente anche i costi delle tratte interne all’Abruzzo. Andare da Pescara ad Avezzano arriverebbe infatti a 13 euro. Da Teramo all’Aquila Est 7,30, mentre 6,60 euro dall’Aquila Ovest ad Avezzano.
Ma l’aumento dei pedaggi si sommerebbe anche a quello del prezzo del carburante, con benzina e gasolio da giorno tornati a superare la soglia dei 2 euro al litro, nonostante il taglio delle accise operato dal Governo. Per una famiglia di Pescara, raggiungere Roma potrebbe quindi costare 54 euro dal primo luglio. Enorme il costo per autobus e mezzi pesanti. Considerando una media di 35 litri ogni cento chilometri di consumi, infatti, un mezzo di categoria B (quindi a due assi), arriverebbe a pagare quasi 174 euro per viaggiare da Pescara a Roma. Cifra maggiore ancora per un autoarticolato, che consuma di più e paga anche di più di pedaggio.
IL Coro di No
«Mentre la categoria dell’autotrasporto si trova alle prese con un aumento senza precedenti del costo dei carburanti, che rischia di mettere in ginocchio migliaia di imprese, si profila già dall’inizio del prossimo mese di luglio una stangata senza precedenti delle tariffe dei pedaggi autostradali lungo A24 e A25», afferma la presidente regionale di CnaFita Abruzzo Luciana Ferrone, secondo cui «l’incredibile telenovela in corso da mesi e mesi sulla gestione delle autostrade da e per Roma lascia ancora irrisolti sul tappeto i principali dossier, come la sicurezza e – appunto – il rincaro dei pedaggi. Su questi ultimi, dopo il blocco temporaneo deciso alla fine del 2021, in assenza di misure strutturali, si va verso un salasso che porterà da inizio luglio ad aumenti vertiginosi che andranno ulteriormente a incidere sui bilanci delle imprese. E questo è inaccettabile».
Parole dure anche dal presidente regionale di Casartigiani Rinaldo Potenza: «Cresce il prezzo del carburante, quindi i costi per i trasporti, quindi quello dei materiali e quindi quello dei prodotti. In questo scenario, l’aumento dei pedaggi sparge benzina sul fuoco nel momento peggiore. Siamo sconcertati, senza parole, ci sentiamo abbandonati. E chiediamo intanto la proroga almeno del taglio delle accise che scadrà l’8 luglio».
No agli aumenti anche da Vittorio Ruggieri, presidente del Codacons Abruzzo: «Gli utenti non sono difesi, a partire dalle speculazioni sul prezzo del carburante. Qui si sta creando una tempesta perfetta, senza capire che tutto questo provocherà un fenomeno recessivo anziché l’auspicata ripresa dopo la pandemia. Anche e soprattutto in Abruzzo: gli aumenti colpiranno i pendolari e quindi l’entroterra, ma anche il turismo della costa. (l.t.)

