Avvocato contro le frasi di Salvini

25 Febbraio 2023

Il difensore dell’ex prefetto scrive al ministro che parla di “sentenza vergognosa”

PESCARA. «Mi sbaglierò, ma penso che se un ministro della Repubblica sente di dover pubblicamente denunciare una vergogna, nel suo caso abbia scelto quella sbagliata». Così scrive l’avvocato Giandomenico Caiazza in una lunga lettera aperta indirizzata al ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini che ieri ha definito «una vergogna» la sentenza Rigopiano. Caiazza, che nel processo ha difeso l'ex prefetto di Pescara Francesco Provolo (assolto), sottolinea che «le parole sono pietre. Ma quelle di un uomo pubblico, autorevole ministro della Repubblica, sono macigni». E dunque, «se un ministro ragiona così, tanta gente pensa che è così che è legittimo parlare e ragionare». Per Salvini, dice ancora Caiazza, la «pietra dello scandalo» è nel fatto che gli imputati sono stati quasi tutti assolti. «Dobbiamo dedurne che, maggiore è il numero dei condannati, più saremo rassicurati che giustizia è stata fatta. All'inverso, più cresce il numero degli assolti, più cresce la vergogna». Un'idea «stravagante (ed allarmante)» che «ne presuppone un'altra, davvero spaventosa: e cioè che l'assoluzione dell'imputato sia il naufragio della giustizia, e la condanna il suo trionfo».
Il passo successivo «è che il buon giudice sia colui che fa proprie le idee della pubblica accusa» e che «sta lì non per valutare se l'accusa sia fondata, ma per asseverarla. Pensa questo, ministro? Basta dirlo con chiarezza». (l.a.)