«Aziende pronte allo stato di agitazione»

12 Maggio 2020

Bando sospeso e cassa integrazione: accuse alla Regione da 15 associazioni e sigle sindacali 

PESCARA . «La Regione Abruzzo non ha varato alcun provvedimento a favore di imprese e lavoratori. Se questo stato di cose non cambierà presto, dovremo proclamare lo stato di agitazione». È quanto afferma una nota unitaria sottoscritta da quindici sigle del mondo dell’impresa dei settori agricoltura, artigianato, commercio, cooperazione, industria, servizi e turismo, oltre che dai sindacati dei lavoratori. «Per la verità», dicono Agci, Casartigiani, Cia, Claai, Cna, Confapi, Confartigianato, Confcommercio, Confcooperative, Confesercenti, Legacoop, Cgil, Cisl Uil e Ugl, «il 6 aprile scorso era stata pubblicata la legge regionale numero 9, ma dell’unica misura prevista, la concessione di 5mila euro a fondo perduto per gli investimenti delle imprese, ad oggi non vi è alcuna traccia. E questa mattina (ieri per chi legge) le associazioni d’impresa, ma non i sindacati dei lavoratori, sono state invitate a partecipare alla riunione della Terza commissione consiliare per fornire pareri su un’altra proposta di legge che riguarda principalmente il turismo: proposta che stanzia appena 19 milioni, ma non recepisce nessuna delle proposte che pure questo schieramento di forze, tutt’altro che irrilevante, aveva formulato».
I firmatari proseguono affermando che «anche il nuovo testo proposto, prima della sua effettiva operatività, sarà sottoposto a una trafila di cui sono certi solo i tempi lunghi, vista le necessita della approvazione nelle commissioni e in consiglio regionale, la successiva pubblicazione e poi l’avvio concreto delle misure». All’elenco di contestazioni, le sigle firmatarie aggiungono il «fatto che pochi giorni fa, il 7 maggio, è stato annullato un bando di 5,3 milioni per gli investimenti delle imprese in scadenza il 30 maggio per una mancanza di domande fotografata però a ben 23 giorni dalla scadenza dei termini. È vero che l’assessore Mauro Febbo ha promesso di ripresentare il bando sotto altra forma, ma questo vuol dire ulteriore allungamento dei tempi». E quanto alla cassa in deroga, «l’Abruzzo e stata una delle ultime regioni a mettersi in moto, ha recuperato posizioni, ma ci sono ancora migliaia di lavoratori che aspettano le risorse indispensabili per vivere».
Unica nota positiva «il calendario anticipato delle riaperture per alcune categorie dal 18 maggio prossimo: ma è davvero troppo poco, considerato anche il ritardo della Regione nell’attivazione della sorveglianza attiva e delle altre misure di prevenzione, come ad esempio la somministrazione di tamponi, per evitare pericolose recidive dell’infezione da coronavirus che potrebbero verificarsi». «Ora», conclude la nota, «è tempo di porre fine a indugi e tentennamenti: la Regione deve muoversi con la velocità del centometrista e reperire immediatamente tutte le risorse possibili dai fondi comunitari al Master Plan, mettendo sul piatto della bilancia almeno 100 milioni di euro per credito, turismo, messa in sicurezza delle aziende, trasporto di persone, ristoro sugli affitti, tanto per fare alcuni significativi esempi. Senza dimenticare l’abbattimento, altrettanto indispensabile, delle addizionali Irap e Irpef che pesano in modo insopportabile su imprese e famiglie e che, probabilmente, non saranno nemmeno in grado di pagare. Ci aspettiamo operatività e fattività, altrimenti l’economia abruzzese non ce la farà a superare una crisi così violenta, inedita e drammatica. Aspettiamo il Decreto Rilancio per vedere quali saranno le azioni per provare a ripartire: per chi potrà e per chi ne avrà davvero la voglia».