Ballone (FI), che exploit È l’abruzzese più votata

È la prima dei non eletti, ma c’è ancora uno spiraglio per andare a Bruxelles «Quasi 42mila voti, una grande soddisfazione, vorrei portare l’Abruzzo nella Ue»
Il sogno dell'Europa la accompagna da sempre. Da quando, giovanissima, ha preso parte ai vertici G20 e ha calcato la scena di Bruxelles come presidente di Eurolines Europa. Antonella Ballone, 43 anni, di Teramo, candidata con Forza Italia e presidente della Camera di commercio Gran Sasso d'Italia, ha ottenuto 41.882 preferenze nella circoscrizione sud, di cui circa 14mila in Abruzzo. Una vittoria di numeri e consenso, comunque vada. Ballone, prima dei non eletti con Forza Italia, potrebbe comunque rientrare nella rosa dei parlamentari europei. Per conoscere il risultato definitivo bisognerà attendere le scelte legate alle future cariche in eventuali organismi europei incompatibili con il ruolo di parlamentare.
Come ci si sente all'indomani di una voto che le ha attribuito quasi 42mila preferenze in sei regioni?
«Sono onorata e felice per il risultato raggiunto e ringrazio i miei elettori per la fiducia. Quasi 42 mila voti sono davvero molti per un candidato abruzzese, una regione piccola considerando il numero di votanti. Credo sia stato apprezzato il lavoro scrupoloso di Forza Italia, ma abbia avuto un peso anche il mio storico, l'esperienza maturata negli anni a Bruxelles, seppure in altri contesti e di cui ho fatto tesoro. La mia non è stata una candidatura di servizio, ci ho creduto veramente ed ho investito in questo progetto».
Lei è prima dei non eletti in Fi. C'è la possibilità che si apra uno spiraglio per sedere nel Parlamento europeo?
«Sono ore febbrili. Da Roma mi dicono di sì, ma bisogna attendere i risultati definitivi del Viminale. Alcuni partiti non hanno raggiunto il quorum: i seggi che resteranno scoperti andranno redistribuiti e, come prima dei non eletti, ci sono buone possibilità di arrivare a Bruxelles. Ci vorrà ancora un po’ per capire lo scacchiere definitivo degli eletti, ma è il risultato complessivo che già mi soddisfa pienamente».
A Bruxelles, se il seggio venisse confermato, cosa porterebbe dell'Abruzzo?
«La voce degli abruzzesi. Quella degli agricoltori, degli allevatori, le eccellenze del settore farmaceutico e aerospaziale, i nostri prodotti tipici, il turismo. L'Abruzzo è tutto questo e molto altro, ma finora non ha avuto una rappresentanza in Europa che potesse valorizzare al meglio le peculiarità. Vorrei poter ripagare, con un impegno sul campo, la fiducia e il riconoscimento che mi sono arrivati dalle urne».
Quanto l'ha aiutata essere presidente della Camera di commercio Gran Sasso nella corsa ad un seggio europeo?
«La mia esperienza in Camera di commercio è decennale: prima come consigliere, poi come membro di giunta e vice presidente. Infine, con la fusione tra L'Aquila e Teramo, sono stata eletta alla presidenza della Camera di commercio del Gran Sasso d'Italia. Ruoli che mi hanno dato una preparazione trasversale. Credo, però, che sull'elettorato abbia pesato di più la mia esperienza pregressa in ambito europeo, con la partecipazione ai G20 quale membro di Confindustria e la presidenza di Eurolines. Incarichi che mi hanno fatto conoscere a fondo la macchina europea, il funzionamento e le prospettive».
Se dovesse risultare eletta si troverà di fronte ad una scelta: andare in Europa da parlamentare o proseguire come presidente della Camera di commercio. È una decisione già presa?
«Visto il risultato e la grande affermazione personale, avendo quasi doppiato, a livello di voti, i partiti più forti con FI che è al 10%, la scelta sarebbe scontata. Mi sono candidata per andare in Europa e lavorare da lì per il mio Abruzzo. In tal caso, essendoci incompatibilità, avrei 30 giorni di tempo per lasciare la presidenza dell'ente camerale, che andrebbe a nuove elezioni. Ma siamo ancora nel campo delle ipotesi. Aspettiamo, per questo, l'ufficialità».
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