Balneatori, nuova protesta a Roma
Concessioni all’asta, domani gli operatori tornano a manifestare
PESCARA. “No alle concessioni balneari all'asta”. “No agli espropri delle coste italiane a favore dei gruppi stranieri”. Con questi slogan i balneatori tornano a protestare a Roma a venti giorni dall'ultima manifestazione organizzata dalle sigle sindacali Sib Confcommercio e Fiba Confesercenti. Domani alle 11, in piazza della Repubblica, si raduneranno centinaia di imprenditori da tutta Italia (la scorsa volta erano 3.500, di cui 500 dall'Abruzzo e 150 da Pescara) per ribadire il no alla sentenza del Consiglio di Stato che anticipa al 2023 la messa all’asta degli stabilimenti. La mobilitazione, in occasione del vertice dell’Unione europea a palazzo Chigi. Nell’ultima levata di scudi «i parlamentari avevano promesso di salvare le imprese balneari», ricordano i balneatori, ma la commissione Turismo che doveva presentare l’emendamento governativo spazza-lidi, «si è spaccata e qualcuno non è ancora dalla nostra parte», spiega Sandro Lemme, titolare de La Playa dal 1934, «per cui andremo a fare rumore e a convincere gli indecisi della commissione europea a neutralizzare la sentenza del Consiglio di Stato e a salvare le nostre imprese di famiglia. Io indosserò la bandiera italiana come un vestito e indosserò un cappello nero a punta contro l’invidia», rivela il balneatore della Pineta. «Al grido di no alle aste», si legge in una nota della categoria, «si vuole preservare il sistema turistico balneare della nostra Penisola, circa 30mila concessioni ma non esiste un reale censimento, che mai come oggi deve essere considerato come un bene strategico nazionale e lasciato in affidamento a coloro che lo hanno sviluppato, difeso e preservato». (c.co.)

