Bambini intossicati Scatta l’inchiesta

5 Giugno 2018

Le analisi escludono il virus. Si attende l’esito per la salmonella

PESCARA. Continua a salire il numero di bambini colpiti da gastroenterite finiti negli ospedali abruzzesi. E oltre ai piccoli si sono fatti curare anche alcuni adulti. Una «piccola epidemia», come l’ha definita la Asl, che ha riguardato oltre 180 persone e messo in allarme l’intera città, facendo scattare un’inchiesta della Procura (senza indagati). A provocare tutto non è stato un virus: lo dicono i primi risultati delle analisi promosse dalla Asl dopo l’arrivo al pronto soccorso di 126 bambini e 4 adulti, tra la sera di venerdì scorso e ieri. Avevano gli stessi sintomi: diarrea, vomito, dolori addominali e in qualche caso febbre. I genitori dei piccoli hanno subito temuto che il malessere fosse ricollegabile ai pasti serviti nella mensa scolastica e l’allarme è esploso quando si è capito che non era interessata una sola scuola. L’afflusso allo “Spirito Santo” è proseguito anche ieri ma decine di persone hanno preferito spostarsi agli ospedali di Chieti e Atri, non volendo mettersi in coda al pronto soccorso di Pescara, dove il tempo di attesa si è allungato notevolmente.
È stata anche «esclusa verosimilmente la salmonella» ma gli esami (coprocultura) delle feci relativi ai primi dieci bambini non erano ancora terminati, ieri pomeriggio, quando i vertici della Asl, dal direttore generale Armando Mancini a Stefano Boccabella, hanno fatto il punto della situazione con Giuliano Lombardi, primario di Pediatria e Paolo Fazii, direttore della Microbiologia. Qualcosa di più sulla salmonella e su alcuni escherichia coli patogeni si saprà oggi, sempre per i primi 10 bimbi, dopodiché si andrà avanti per altri 54. Ma perché tutta questa attesa? «Perché per l’esame microbiologico serve tempo, fino a 72 ore», ha detto Fazii. E ha aggiunto che «non si può escludere che si sia trattato di una tossinfezione alimentare» ma potrebbe verificarsi che gli accertamenti della Asl non conducano a nulla di concreto, su questo fronte. Per cui si dovrà attendere il risultato degli esami del centro di tossinfezione alimentare e cioè lo Zooprofilattico, che si è già messo in contatto con Lombardi per avere i dati clinici dei pazienti. Proprio all’istituto di Teramo, che dovrà rispondere a una serie di quesiti, si sono rivolti i carabinieri del Nas, incaricati dal pm Anna Benigni di svolgere le indagini, e il dipartimento di Prevenzione della Asl (diretto da Antonio Caponetti). Sono stati loro a raggiungere il centro cottura di via Giardino per prelevare sia gli ingredienti sia le pietanze servite, cioè i piatti pronti arrivati in tavola nelle scuole la settimana scorsa, fino a venerdì (da ieri il servizio mensa è sospeso, su disposizione del sindaco).
Un primo intervento dei carabinieri del Nas nella struttura di Rancitelli è stato effettuato sabato, fino a tarda sera, ma ieri l’ispezione è stata ripetuta: sono stati sequestrati degli alimenti e si è proceduto al campionamento sia di alimenti sia di materie prime. Inoltre sono stati sottoposti a vincolo sanitario degli alimenti che, pertanto, non possono essere usati. Ora si procederà agli esami del materiale campionato e solo i risultati incrociati degli accertamenti di Pescara e Teramo potranno chiarire il quadro e quindi stabilire l’agente patogeno e capire se «il vettore sia stato il cibo, l’acqua o altri contaminanti». Difficile prevedere cosa accadrà nelle prossime ore. «Dal punto di vista clinico la situazione è sotto controllo e non ci sono state complicazioni» per chi è stato poco bene da venerdì in poi. Dopo un week end difficile, affrontato con l’aumento di personale e con turni straordinari dei medici, ieri la situazione sembrava più gestibile ma i numeri «potrebbero scendere di ora in ora così come si potrebbe andare avanti con la stessa frequenza dei giorni scorsi», a seconda della natura del problema. Non ci sono pericoli di contagio, il rischio di contaminazione si manifesta solo toccando le feci di chi non sta bene ed è opportuno prestare attenzione «all’igiene dei luoghi e a quella personale».
Ieri, intanto, il Dipartimento di prevenzione ha cominciato ad ascoltare i genitori dei bimbi coinvolti per una inchiesta epidemiologica. È per chi ha ricevuto l’indicazione dal reparto di Pediatria di presentarsi per un nuovo controllo (nell’arco di 5 giorni), è stato attivato un laboratorio ad hoc.
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