«Bambino svenuto l’ambulanza non può arrivare da Pianella»

24 Luglio 2016

PENNE. La situazione e il futuro dell'ospedale San Massimo di Penne continuano a tenere in ansia gli amministratori comunali del capoluogo vestino. Dopo l'ultimo episodio che ha visto un bimbo di due...

PENNE. La situazione e il futuro dell'ospedale San Massimo di Penne continuano a tenere in ansia gli amministratori comunali del capoluogo vestino.

Dopo l'ultimo episodio che ha visto un bimbo di due anni e mezzo soccorso a Penne da una dottoressa dell'Utap, con l'ambulanza del 118 che ha impiegato mezz'ora perché in arrivo da Pianella, la situazione dell'ospedale San Massimo è più che mai monitorata.

L'ambulanza del pronto soccorso vestino era probabilmente già fuori e il soccorso richiesto dalla dottoressa e dalla madre del bimbo colpito da malore è dovuto partire da Pianella.

«È una carenza palese, con un territorio così vasto, dover attendere soccorsi da Pianella. In questo caso, grazie alla solerte collega, l'episodio si è risolto felicemente. La razionalizzazione proposta per l'area Vestina è assolutamente irrazionale sotto tutti gli aspetti e i fatti lo stanno dimostrando ampiamente», ha spiegato l'assessore alla sanità del Comune di Penne Pina Tulli.

In base al riordino sanitario stabilito dalla Regione Abruzzo l'ospedale San Massimo, negli ultimi dieci anni già pesantemente privato di importanti servizi (l'ultimo grave taglio il punto nascite) verrebbe depotenziato e ridotto a ospedale di area disagiata. Il pronto soccorso rimarrebbe attivo h24, ma non potrebbe più occuparsi di casi da codice rosso. Per gli utenti dell'area vestina sarebbe un vero e proprio problema, soprattutto per via della difficile viabilità del territorio.

Pensare di poter raggiungere velocemente l'ospedale di Pescara in inverno, magari dopo aver raggiunto e soccorso un cittadino colpito da improvviso e grave malore a Farindola o Montebello di Bertona, risulta abbastanza difficoltoso e alimenta dubbi e preoccupazioni.

Nel caso del bambino, il piccolo accusava crisi febbrili: la pediatra lo ha prima portato al pronto soccorso del San Massimo e poi all’ospedale civile di Pescara.

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