Banche dati e laboratori per la lotta alle false griffe

12 Aprile 2017

Firmato l’accordo tra Comune e Agenzia delle dogane per potenziare i controlli Disponibili nuovi strumenti per verificare la provenienza della merce sospetta

PESCARA. D’ora in poi, nella guerra alle griffe false verranno utilizzate armi più potenti. Un accordo stipulato ieri dall’amministrazione comunale e dall’Agenzia delle dogane consentirà alla polizia municipale e alle forze dell’ordine di disporre di strumenti all’avanguardia per verificare la provenienza e la qualità della merce sospetta. L’Agenzia offre una banca dati, dove sono contenute tutte le richieste di tutela del marchio e le aziende che lo producono, e laboratori chimici per esaminare i prodotti e stabilire se siano nocivi e possano mettere a rischio la salute umana.

Il protocollo d’intesa è stato firmato ieri dal sindaco Marco Alessandrini e dalla responsabile regionale dell’Agenzia delle dogane Roberta De Robertis. Erano presenti anche il comandante della polizia municipale Carlo Maggitti e il direttore della sede pescarese dell’Agenzia Cosmo Domenico Tallino.

«Sottoscriviamo un protocollo d’intesa», ha spiegato Alessandrini, «a cui abbiamo lavorato con l’Agenzia delle dogane di Pescara per ampliarlo a quella interregionale per il Lazio e l’Abruzzo. La polizia municipale è parte integrante dell’intesa che ci vede come primo Comune d’Abruzzo e tra i primi in Italia a promuovere il lavoro sinergico delle istituzioni contro il fenomeno della contraffazione». «Abbiamo già avviato da tempo iniziative di repressione», ha fatto presente il sindaco, «come è accaduto nelle aree di risulta e quelle che riguardano altre zone della città su cui stiamo operando controlli, come la riviera. Ma ci preme anche la prevenzione». «Importante», ha aggiunto, «è anche la collaborazione dei cittadini, perché i prodotti clandestini non violano solo le regole del mercato, ma spesso si traducono anche in un rischio per la salute».

«I frutti delle sinergie avviate sono positive», ha sottolineato Roberta De Robertis, «perché spesso il consumatore pensa che comprare una maglietta contraffatta sia un buon affare. Noi, con i nostri laboratori, abbiamo visto che spesso si può riscontrare la presenza di sostanze tossiche in quantitativi che con l’utilizzo dei prodotti possono portare a patologie gravi. Per non parlare del settore alimentare e dei medicinali contraffatti».

«Effettueremo i controlli con due particolari servizi», ha concluso Maggitti, «dedicati al commercio, alla lotta alla contraffazione e alla polizia amministrativa guidati dai maggiori Danilo Palestini e Adamo Agostinone».

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