Banche e imprenditori: ecco i soldi per la rinascita

Scatta la gara di solidarietà. Prime adesioni all’iniziativa del senatore D’Alfonso Masci: «Servono milioni di euro. In tanti chiamano, attiveremo un conto corrente»
PESCARA. Continua la dimostrazione di amore incondizionato dei pescaresi per la pineta D’Avalos, luogo delle radici della città. Dopo che in tanti, domenica, non hanno esitato a scendere in strada e con qualunque mezzo hanno provato a difendere la riserva divorata dalle fiamme, ora sono in tanti a mettersi a disposizione per contribuire a ricostruire il polmone verde del capoluogo adriatico, oggi tristemente dipinto di nero.
È in questo clima di solidarietà che il senatore Luciano D'Alfonso indirizza un appello proprio agli imprenditori del territorio. Una chiamata a raccolta che presto verrà formalizzata con una lettera. «Quello che è successo è un disastro che purtroppo ha colpito più punti dell’Abruzzo e in particolare siti che descrivono l’identità abruzzese», evidenzia D’Alfonso. «Per Pescara la pineta D’Avalos è il suo cognome, così come per la provincia di Chieti la Costa dei Trabocchi o alcuni tratti della collina teramana, che consentono all’Abruzzo di avere collocazione turistica, culturale e paesaggistica. Io ritengo che numerosi operatori economici che hanno tratto giovamento dal territorio di Pescara, e delle province di Chieti e Teramo, potranno mettere in campo la loro generosità».
L’appello del senatore è rivolto agli operatori economici, affinché creino un vero e proprio salvadanaio riempito «per un terzo dagli imprenditori, per un terzo dalla fondazione di origine bancaria PescarAbruzzo e per un terzo dalle principali banche operanti a Pescara. Abbiamo bisogno di un fondo che dia luogo alla capacità dell’immediatezza della cura, del recupero, del ripristino», va avanti D’Alfonso che ha acceso i riflettori sull'incendio anche dall’aula di Palazzo Madama. «I cittadini hanno già messo tutta la loro energia in emergenza, il personale di protezione civile e i volontari con la loro banca del tempo hanno aiutato nei primi interventi. Ora è arrivato il momento di chi ha i mezzi economici di aiutare la ripartenza. Non è possibile pensare Pescara senza la disponibilità di colori, odori, suoni della pineta D’Avalos».
Per il senatore è necessario anche l’intervento dei privati, al fianco di quello pubblico e di governo. «Le leggi consentono il riconoscimento dell’emergenza nazionale in ragione di due fatti: la rimozione di situazioni di pericolo e l’evacuazione di persone e famiglie. Tutti e due questi elementi permettono di invocare la delibera del consiglio dei ministri di stato di emergenza nazionale, con la sua declinazione di misure risarcitorie. Serve mettere in campo una macchina che sia statuale, istituzionale, ma anche comunitaria».
Uno slancio registrato anche dal sindaco Carlo Masci che ieri in consiglio comunale ha detto: «Domenica ho visto i pescaresi impegnati fisicamente a difendere questo patrimonio». E ora sto ricevendo moltissime telefonate da parte di cittadini comuni e imprenditori che vogliono partecipare alla rinascita della pineta». Proprio alla luce della grande mobilitazione dei pescaresi con messaggi e chiamate che il primo cittadino, ma anche gli assessori e i consiglieri comunali stanno ricevendo in questi giorni, Masci ha annunciato l’imminente apertura di un conto corrente, «per permettere a tutti di dare un contributo, stabilendo anche le modalità di utilizzo di quei fondi per la massima trasparenza e controllo possibile», continua il sindaco. L’entità del danno sui 12 ettari non è ancora stata quantificata. Da giorni sono in corso le verifiche da parte dei tecnici, con l’ausilio, ieri, anche di un drone. «Si sta già lavorando», anticipa Masci, «e si stanno facendo diverse riunioni in questo senso. I dirigenti dei settori Lavori pubblici e Verde parlano di diversi milioni di euro che saranno necessari». Una cifra consistente per la quale sarà importante il contributo economico che arriverà dai privati che già stanno dichiarando la propria disponibilità.

