Banche, nasce la commissione d’inchiesta

Il senatore D’Alfonso nominato vice presidente nell’organismo guidato dalla pentastellata Ruocco
ROMA. Si sblocca, dopo mesi d'impasse, la Commissione d'inchiesta sulle banche e presidente viene eletta Carla Ruocco con un accordo fra M5S e Pd che porta 22 voti a favore, mentre il centrodestra vota compatto scheda bianca. Vicepresidenti sono il senatore del Pd Luciano D'Alfonso e il deputato di Forza Italia Felice D'Ettore. Segretari sono il deputato di +Europa Bruno Tabacci e quello di FdI Tommaso Foti. La Ruocco, che ha annunciato un lavoro incentrato più «sulla tutela del risparmio» e non su «processi a scatola chiusa», ha raccolto il consenso necessario dopo che le candidature “ultras” di Gianluigi Paragone e Elio Lannutti erano state successivamente scartate mentre il cambio di governo e maggioranza ha poi scompaginato i rapporti di forza e alleanze. Nata a Napoli nel 1973, funzionaria dell'Agenzia delle Entrate, la Ruocco è in Parlamento dal 2013 e ha fatto parte anche della commissione d'inchiesta Casini dove ha più volte attaccato i vertici di Banca d'Italia e Consob per l'omessa vigilanza negli scandali delle banche venete e di Mps. «Questa commissione è uno dei traguardi voluti e raggiunti dal M5S: il nostro obiettivo è quello di lavorare per i risparmiatori italiani» sono state le sue prime parole. «L'ufficio di Presidenza è stato appena eletto. Quando verrà riunito partiremo con un crono-programma impegnativo» e «sentiremo tutte le parti» ha aggiunto riferendosi alla possibilità di audire Banca d'Italia e gli ex vertici della Popolare di Bari ma ha rilevato come «non sarà un processo a scatola chiusa e non ci sarà inutile propaganda politica». Anche il vicepresidente D'Alfonso focalizza l'obiettivo più sulla tutela del risparmio che su un'operazione verità di individuazione di responsabili: «Il credito e il risparmio sono due facce della stessa medaglia che rappresenta la consistenza delle virtù di un popolo e di futuro di un popolo. Coloro che risparmiano e realizzano credito, solitamente, sono figure che credono nel futuro. Dobbiamo arrivare a un nuovo assetto normativo per evitare che si verifichi nuovamente ciò che è accaduto nel passato», dice il senatore del Pd, «e per questa ragione», sottolinea, «dobbiamo attuare nuove procedure di controllo e favorire condotte individuali all'insegna della più totale verifica degli interessi privati». (l.a.)

