Bare abbandonate tra la spazzatura

Rifiuti accatastati al cimitero di Loreto, denuncia di un residente a carabinieri e Asl
LORETO APRUTINO. Bare abbandonate sotto il muro del cimitero di Loreto Aprutino insieme ad altra immondizia. È quanto è stato segnalato ieri da un loretese ai carabinieri e alla Asl. L’uomo si è domandato come fosse possibile che tali “contenitori”, evidentemente già usati per le salme, fossero accatastati in maniera disordinata e lasciati a giacere a ridosso del muro perimetrale come normali rifiuti ingombranti. Uno spettacolo che non regala una bella immagine di un luogo sacro.
Presumibilmente – stando a quanto racconta Gianfranco Buccella che ha fatto la macabra scoperta – quelle bare scoperchiate, in alcune delle quali si riesce a vedere anche l’interno in zinco, sono state tolte dai rispettivi luoghi di sepoltura quando è stato fatto il passaggio dei resti dei defunti negli ossari, e poi ammassate lì per essere smaltite.
Il problema e l’interrogativo che si è posto l’uomo è perché non si sia provveduto subito a effettuare questa operazione e, soprattutto, a chi competa, preferendo farle marcire sotto l’azione degli agenti atmosferici dato che molte di esse, anche se parzialmente coperte da teli e sacchi laceri, dimostrano una permanenza all’aria aperta molto più che temporanea. I militari della stazione di Loreto, dopo aver raccolto la segnalazione del signor Buccella, si sono recati sul posto e hanno realizzato un dossier fotografico per approfondire la questione che è stata portata all’attenzione anche del distretto sanitario pennese dallo stesso cittadino.
Per ora nessuna certezza sull’effettivo contenuto delle bare, poiché il signor Buccella non ha visionato l’interno, non ritenendo questo un atto di sua competenza.
«Mi domando come il Comune», si chiede Buccella, «possa chiedere ai cittadini l'impegno ad effettuare la raccolta differenziata, facendo pagare questo servizio più di altri comuni, e allo stesso tempo permetta che accadano fatti simili. A questo punto è lecito anche chiedersi se è possibile smaltire inerti o rifiuti speciali depositandoli nel frattempo dove si vuole».
Claudia Ficcaglia
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