Barriere e pattuglie contro il terrorismo

2 Gennaio 2017

E nelle Asl attivi i protocolli per eventuali attacchi chimici

PESCARA. Barriere anti-tir nei luoghi più affollati, cani anti-esplosivi per i pacchi sospetti, rafforzamento delle pattuglie e dei presidi in borghese, intensificazione del servizio di intelligence. Queste alcune misure prese dai comitati per l’ordine e la sicurezza delle quattro province abruzzesi per far fronte all’allarme terrorismo in Italia e in Europa dopo gli ultimi fatti in Germania e Turchia. E nelle Asl si mettono a punto i protocolli contro eventuali attacchi chimici che, secondo il governo inglese, l’Isis starebbe pianificando in Europa.

PESCARA

«Il piano di difesa civile c’è da tempo, anche per gli attacchi chimici, e coinvolge oltre agli altri, anche i vigili del fuoco e le Asl». La rassicurazione arriva dal prefetto di Pescara Francesco Provolo che proprio nei giorni scorsi ha convocato tutti i rappresentanti delle forze di polizia intorno al tavolo del comitato per l’ordine e la sicurezza. Senza voler creare allarmismo, dopo il 20 dicembre sono di fatto aumentati i servizi delle forze dell’ordine a cominciare da quelli di polizia e carabinieri, con il sostegno di finanza e polizia municipale. Pattugliamenti e presidi in borghese e in divisa 24 ore su 24 con l’ampliamento dei turni h24 anche degli artificieri e delle unità cinofile della questura, con i cani antiesplosivo e antidroga.

Attività interforze decisive per tenere sotto controllo l’intero territorio soprattutto dopo che l’attentato al mercatino natalizio di Berlino ha definitivamente inserito, nell’elenco degli obiettivi sensibili tradizionali (sedi di rappresenzanza del governo, delle forze dell’ordine e dei tribunali), anche i grandi luoghi di aggregazione all’aperto. A Pescara particolare attenzione è stata riservata alle aree pedonali più centrali, corso Umberto e piazza Salotto, dove da giorni sono state sistemate le strutture mobili in cemento che consentono di isolare le aree di passeggio più frequentate e di impedire l’accesso a mezzi pesanti. Stessa cosa per corso Vittorio Emanuele, dove la pedonalizzazione scatta solo in determinati giorni o fasce orarie. Parallelamente sono stati intensificati anche i servizi di intelligence che coinvolgono direttamente gli investigatori della Digos. Sono loro, che hanno memoria e conoscenza, a tenere sotto controllo, con una presenza costante, i luoghi di preghiera, le palazzine, i rioni e i locali frequentati dal mondo islamico. È tra Pescara e Montesilvano che la guardia è particolarmente alta.

TERAMO

Misure antiterrorismo rafforzate anche nel Teramano con centinaia di poliziotti, carabinieri, finanzieri e vigili urbani impegnati in decine di controlli sia sulla costa sia all’interno. Le linee guida sono state dettate nel corso di un recente comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica presieduto dal prefetto Graziella Palma Patrizi che ha recepito le direttive nazionali. Barriere anti tir sono comparse sia nel capoluogo sia in altre città dopo le ordinanze dei vari sindaci (A Teramo in occasione del concerto in piazza del 31 barriere di cemento sono state predisposte in corso San Giorgio). E’ stata rafforzata la vigilanza per quelli che sono ritenuti gli obiettivi sensibili, a cominciare dal santuario di San Gabriele di Isola del Gran Sasso, meta ogni anno di milioni di fedeli, e le maggiori chiese. In occasione delle celebrazioni per la notte di Natale, sia davanti al duomo di Teramo sia davanti a quello di Atri ci sono stati servizi di vigilanza di polizia e carabinieri. Maggiori controlli sono scattati anche nelle stazioni ferroviarie e degli autobus. Sorvegliati speciali anche le varie rappresentazioni del presepe vivente. Ieri mattina nel capoluogo falso allarme per un pacco di cartone notato da alcuni passanti vicino ad un albero, in viale Bovio, a pochi metri dalla questura. E’ scattata la chiamata al 113 e in poco tempo sul posto è arrivata una volante: il pacco conteneva cenere da camino. E se si intensificano i controlli su terra, l’allarme rilanciato dai servizi segreti inglesi sul rischio di un attacco batteriologico per tutta l’Europa pone in evidenza anche un altro fronte. Spiega il direttore della Asl di Teramo Roberto Fagnano: «In questo caso si seguono le linee di protocolli ministeriali e internazionali così come previsto, faccio un esempio, per il virus dell’ebola. Si attiverebbe subito una task-force di specialisti per gestire la situazione».

L'AQUILA

Identiche procedure nell’Aquilano: cani antiterrorismo, ostacoli fissi nei varchi ritenuti strategici, protocollo sanitario in caso di attacco biologico. Nel capoluogo d'Abruzzo sotto particolare osservazione la Fiera dell'Epifania che si svolgerà giovedì in centro storico. Polizia, carabinieri, Finanza, vigili del fuoco sono schierati in prima linea dopo la recrudescenza dell'allarme terrorismo in seguito all'attentato di Istanbul. Troppo fresco, inoltre, il dolore per la morte della giovane sulmonese Fabrizia Di Lorenzo travolta da un tir assassino in un mercatino di Berlino. Una particolare attenzione c’è sul terrorismo biologico o chimico. «Dai tempi dell'emergenza legata al rischio del virus Ebola», sottolinea il manager della Asl Avezzano-Sulmona-L'Aquila, Rinaldo Tordera, «siamo pronti a un percorso di pronto isolamento in caso di attacco e di emergenza. Al pronto soccorso dell'ospedale San Salvatore è attivato un protocollo per accogliere eventuali casi di contaminazione. Un locale completamente isolato e adiacente al reparto sarà predisposto ad horas. Non abbiamo ricevuto particolari preallarmi e non disponiamo di vaccini, ma siamo comunque pronti». In Questura si è tenuto un tavolo tecnico in vista della fiera dell’Epifania, giunta alla sua 69esima edizione. Alla riunione, presieduta su delega del questore Alfonso Terribile, dal capo di gabinetto Alessandro Gini, hanno partecipato i vertici delle altre forze di polizia, il dirigente della polizia stradale, il rappresentante del Comando provinciale vigili del fuoco, rappresentanti del comune e dei commercianti.

«Abbiamo anche un artificiere con il cane per fiutare gli esplosivi», sottolinea Gini, «e pur non avendo ricevuto alcun avvertimento o segnalazione specifica, visto il prevedibile afflusso di gente e il clima che stiamo vivendo, abbiamo deciso di raddoppiare i servizi rispetto all'anno scorso.

Tutti i varchi verranno presidiati. E ci saranno stazioni mobili: un camper della polizia in piazza Duomo e uno dei carabinieri alla Fontana luminosa come punto di riferimento per la popolazione. Tanti uomini in borghese tra Digos e Squadra mobile si muoveranno in città. Abbiamo allertato anche l'Ufficio immigrazione per gli stranieri irregolari e la Scientifica». Analoghe misure sono state attivate dai carabinieri, coordinati dal comandante provinciale Antonio Servedio, che hanno sviluppato un piano a protezione dell'evento. Anche i carabinieri sono provvisti di cani fiuta esplosivi e di uomini in borghese.

CHIETI

Parola d'ordine: vigilare sul Megalò. E su tutti gli altri posti sensibili. Ma nell'elenco, stilato da perfettura e forze dell'ordine di Chieti, non compaiono più le fabbriche oppure i palazzi istituzionali. I posti sensibili, in caso di terrorismo islamico, sono quelli frequentati dalla gente. Molta gente comune. Così in cima alla lista dei luoghi da vigilare c'è il centro commerciale Megalò di Santa Filomena a Chieti Scalo dove, da prima di Natale, è scattato un cosiddetto servizio mobile dei carabinieri, disposto dal comandante provinciale dell'Arma, Luciano Calabrò. La decisione è stata presa da tempo durante le riunioni del Coordinamento delle forze dell'ordine, convocate dal prefetto, Antonio Corona, con una frequenza ormai settimanale.

I nuovi terroristi, definiti quelli della porta accanto, lupi solitari imprevedibili, aspettano grandi eventi per colpire la folla. Ma quest'anno a Chieti, così come in provincia, non ci sono stati aventi, né grandi né piccoli, per Natale e Capodanno. Quindi i blocchi di cemento non sono comparsi lungo le strade. Ma il controllo del territorio è aumentato, sia da parte dei carabanieri che della polizia, la finanza e la forestale. Basta infatti recarsi davanti alla stazione ferroviaria di Chieti Scalo per contare un passaggio molto più frequente di auto delle forze dell'ordine.

Ma nelle ultime ore si è fatta strada una nuova minaccia, quella di attacchi chimici o batteriologici da parte dell'Isis. La Asl di Chieti è pronta a far fronte a questo nuovo tipo di pericolo che va ben oltre i Tir lanciati sulla folla?

La risposta del direttore generale, Pasquale Flacco, sembra essere rassicurante: «Esiste un piano gestito dal 118 contro gli attacchi con armi chimiche oppure batteriologiche», dice il manager, «la Asl è dotata di attrezzature, quindi di vaccini e di tende per un'eventuale emergenza. Il personale è addestrato da tempo a eseguire le linee guida di un protocollo specifico».

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