«Basta attese, pronti al blocco stradale»

Spaccio e degrado nei palazzi Clerico, Di Credico (associazione “Per una nuova Rancitelli”) annuncia proteste eclatanti
PESCARA. Un blocco stradale per puntare i riflettori sul degrado di Rancitelli. È quanto stanno valutando di fare i cittadini dell'associazione “Per una Nuova Rancitelli” presieduta da Francesca Di Credico, che lo scorso venerdì sera si sono riuniti nella parrocchia dei Santi Angeli Custodi di via Lago di Posta, guidata da don Massimiliano De Luca, per decidere «iniziative eclatanti» da attuare per non spegnere le luci sulle problematiche del quartiere.
Nei giorni scorsi un centinaio di cittadini, chiamati a raccolta da don Max e dall'associazione, si erano ritrovati in via Tavo per fare il punto della situazione sui palazzi Clerico, crocevia di spaccio e microcriminalità. «È stata una riunione molto partecipata», dice don Max, «c'era un centinaio di cittadini e politici di destra e sinistra», dagli assessori Alfredo Cremonese a Massimiliano Pignoli, all’ex assessore Isabella del Trecco ai consiglieri Maria Luigia Montopolino, Massimiliano Di Pillo al promotore del referendum per Nuova Pescara, Carlo Costantini.
«Ma sui palazzi Clerico», dice subito il parroco, «nessuno ha le idee chiare. Mentre si discute se recintare e come recintare, la popolazione è stanca ed esasperata, gli appartamenti si svuotano. I residenti del quartiere dicono di essere preoccupati perché nessuno vuole investire su Rancitelli, le case non valgono più niente, i giovani non scelgono questo quartiere per metter su famiglia». E aggiunge: «La proprietà Clerico non prende posizione, né decisioni, sui palazzi. E se li donasse al Comune, l’amministrazione non saprebbe che farsene. Intanto quello scheletro continua a essere ricettacolo di sbandati, neppure il ferimento di un vigile del fuoco caduto dai piani alti è riuscito a smuovere le acque». E dopo la sentenza del Tar che ha dato ragione ai Clerico sulla modalità di recinzione, don Max commenta: «La magistratura in questo caso si prende le sue responsabilità. Ora la palla è nelle mani del Comune». Sui 56 appartamenti al posto del Ferro di Cavallo, don Max dice: «Siamo contrari alla ricostruzione di un nuovo Ferro di cavallo, così come chiediamo di puntare i riflettori sullo scheletro del palazzo di via Trigno bersagliato da occupazioni abusive». Francesca Di Credico coordina le riunioni dei cittadini: «Stiamo pensando a manifestazioni eclatanti come un blocco stradale, ma è ancora da decidere. La situazione dei palazzi Clerico continua ad essere al palo». E riguardo all’atteggiamento della proprietà, afferma: «In tanti anni di polemiche non sono mai intervenuti, forse per questioni economiche. Chi si accollerebbe i costi altissimi di demolizione e bonifica? Ma intanto la situazione peggiora di giorno e prima o poi ci scapperà il morto».Quanto al degrado delle case popolari Ater, tra cui quelle di via Lago di Capestrano e via Osento, Di Credico annuncia che «Cremonese si è impegnato a convocare una riunione per fare il punto della situazione».

