«Basta case alluvionate e cattivi odori»

5 Ottobre 2017

I residenti di via Fiume Verde chiedono da anni la risistemazione delle condotte fognarie fatiscenti

PESCARA. Sono una trentina i residenti di via Fiume Verde. Da anni, fanno i conti con un impianto fognario fatiscente e una strada che non drena più un filo d’acqua. Quando piove, e bastano davvero pochi millimetri per vederne le conseguenze, la strada diventa un pantano intransitabile. Ma questo, sarebbe il meno.
La traversa di via Aterno, a due passi dalla sede dell’Arpa, è un luogo maleodorante e insano. Chi vive qui è molto preoccupato e non sa più a quale santo votarsi. «Abbiamo chiesto, non ricordiamo più quante volte, agli amministratori comunali e ai responsabili dell’Aca, di intervenire», riassume il portavoce degli abitanti di via Fiume Verde, Francesco Soccio, «perché qui è necessario rifare le condotte fognarie, che sono vecchie di 60 anni. L’impianto ha ceduto e l’acqua, che non arriva più ai depuratori, staziona costantemente sotto il livello della strada provocando in alcune giornate delle vere e proprie esalazioni. In alcune abitazioni, non si può respirare per il cattivo odore e vivere in queste condizioni è diventato insopportabile. Ci chiediamo cos’altro dovremo subire per ricevere un minimo di attenzione da parte di chi amministra la città. Siamo stanchi e logorati da questa situazione, ma più di ogni altra cosa dall’atteggiamento di indifferenza nei confronti dei problemi che denunciamo costantemente e inutilmente».
Qualche settimana fa, una nuova scoperta. «Ci siamo accorti», riprende Soccio, «che la tubatura rotta ha provocato una voragine nel terreno. È profondissima e, secondo noi, molto pericolosa. Per fortuna, in seguito a un nostro sollecito, l’impioanto è stato riparato. Ma solo parzialmente. L’intervento che siamo riusciti a ottenere è la toppa a un problema più grande, che riguarda tutta la strada. Chiediamo attenzione per evitare altri danni, che certamente arriveranno con le prossime piogge. La strada è soggetta a fenomeni alluvionali e le nostre abitazioni sono esposte a un grave rischio. Invochiamo Comune e Aca ad agire con sollecitudine», è l’appello di Soccio, «altrimenti ci vedremo costretti ad adire le vie legali. Paghiamo regolarmente le bollette dell’acqua e le paghiamo con quei servizi aggiuntivi che da anni ci vengono negati. A cominciare dalla depurazione». (f.c.)
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