«Basta diffamare i locali di piazza Muzii»

Il legale dei gestori diffida il portavoce dei residenti: i rumori sono prodotti dal passeggio in strada
PESCARA. «Non tollereremo più gli attacchi e le diffamazioni ai danni dei commercianti di piazza Muzii e delle zone limitrofe».
È questo il succo della diffida che l’avvocato Andrea Lucchi, rappresentante di 22 esercizi che operano nella zona, ha fatto pervenire a Federico Di Filippo, esponente del comitato “Tranquillamente Battisti”.
La ragione, secondo il legale, risiede nei continui attacchi, specie a mezzo stampa, diventati sempre più frequenti da parte del comitato, che imputa ai locali della zona rumori notturni che andrebbero a intaccare la quiete pubblica dei residenti. «Come riferito dai miei assistiti, il comitato e il suo rappresentante continuano a fornire dichiarazioni false e tendenziose, deducendo la presunta responsabilità dei pubblici esercizi presenti tra piazza Muzii e vie limitrofe in ordine all’inquinamento acustico riscontrato dall’Arta in seguito ai rilievi dell'estate 2021», spiega il legale. «Faccio presente che tale inquinamento, come evidenziato dall’Arta, non è provocato dall’attività dei locali, che rispettano scrupolosamente i limiti sonori, bensì dal rumore prodotto dalle persone che passeggiano nella zona». E aggiunge: «Anche un secondo rilevamento, fatto a novembre 2022, ha confermato che tale superamento dei limiti è frutto della conformazione della zona, che amplifica ogni rumore. Il comitato dei residenti continua a puntare il dito contro i commercianti, senza che gli stessi siano responsabili del problema, arrecando loro un danno d’immagine e soprattutto economico. Diverse sono state le limitazioni poste dall’amministrazione comunale, arrivate sotto la pressione dei residenti, tra le quali limitazioni orarie o quelle inerenti i posti a sedere. Misure», va avanti il legale, «che non hanno evidentemente risolto il problema, in quanto non era quella l’origine, ma hanno inciso negativamente sul giro d’affari di chi in quelle attività ci lavora».
E poi: «Durante tutti questi mesi di attacchi, i commercianti della zona hanno più volte cercato il dialogo con il comitato dei residenti, offrendo un atteggiamento collaborativo per arrivare a un punto d'incontro. Ma la risposta è sempre stata la stessa: “dovete chiudere queste attività”. Chiaro è che una richiesta del genere non può essere presa in considerazione, anche se rimane la volontà dei miei assistiti di arrivare a un punto d'incontro, nella speranza che venga raccolta. Tuttavia, visti i continui e ripetuti attacchi che sono costretti a subire ormai quotidianamente, abbiamo diffidato formalmente il responsabile del comitato, a cessare tale atteggiamento e a risarcire i commercianti per i danni subiti, con l'avviso che qualora così non fosse gli esercenti sono pronti a far vale le loro ragioni in tutte le sedi civili e penali».

