Batteri, virus e funghi in agguato

Dalla listeriosi alla salmonellosi, al primo posto c’è il Campylobacter
PESCARA . Listeria, Salmonella, Escherichia Coli, Campylobacter, batteri sporigeni, aflatossine, muffe, virus, parassiti. Insomma, sulla tavola si gioca una battaglia davvero importante per restare in salute.
Alle prime cinque categorie di patogeni appartengono altrettante “famiglie” di batteri trasmessi all’uomo per via orale, attraverso la contaminazione della catena alimentare. Stesso discorso per quanto riguarda i virus: i più diffusi, tra quelli che si trasmettono mangiando cibi infetti, quello dell’epatite A e i norovirus. Lavare bene, e possibilmente disinfettare le verdure e la frutta che si consumano a crudo, è una prassi più che raccomandabile. Le aflatossine, invece, sono prodotte da specie fungine, e sono molto pericolose per l’uomo. Difendersi è più difficile, soprattutto se non si è consapevoli che si stanno acquistando prodotti mal conservati. L’unica garanzia è rivolgersi a produttori seri.
In termini di ospedalizzazione, spiega il professor Antonello Paparella, «al primo posto c’è sempre il Campylobacter, che da tempo ha sorpassato la Salmonella come agente di malattia alimentare. In Europa si sono registrati 230 mila casi, seguiti da Salmonella, Yersinia enterocolitica, Escherihia coli enteroemorragici, Listeria. Di sicuro il più frequente è il Campylobacter, nonostante per bloccarlo basterebbe aggiugere l’1% di sale negli alimenti. Le infezioni da Campylobacter sono espressione di cattive pratiche igieniche in cucina, come l’utilizzo promiscuo delle stoviglie. A volte si vede usare la stessa forchetta per la carne cruda e cotta. Una pratica che può dare origine a campilobatteriosi».

