Beffa per Di Vincenzo nessuno vuole la palestra

25 Giugno 2016

Restano senza acquirenti macchinari, arredi e computer del centro Pe Fitness messi in vendita dall’imprenditore per riavere 150mila euro di affitti mai pagati

PESCARA. Una palestra che chiude improvvisamente con la scusa di lavori all’aria condizionata, poi i macchinari che vanno all’asta ma per ora nessuno vuole comprarli e un imprenditore, Gianni Di Vincenzo, che ci ha rimesso già 100 mila euro e, ad andare male, ne perderà altri 50 mila. È una storia beffarda di ordinaria burocrazia quella che ruota intorno al centro Pe Fitness di viale Pindaro, ormai diventato un supermercato del gruppo Auchan. Ieri si è svolta la quarta asta per la vendita delle attrezzature pignorate della palestra a 56 mila euro ma nessuno ha presentato offerte. Il 22 luglio ci sarà un’altra vendita giudiziaria e l’importo scenderà a 46 mila euro. I macchinari, scomparsi dal supermercato, sono custoditi nel locale accanto, Cantinahdemia: ristorante, bar e pista da ballo sono invasi da attrezzi e arredi della Pe Fitness. E sarà così per almeno altri tre mesi.

A raccontare la storia di un imprenditore che non riesce ad avere i suoi soldi e cosa succede da oltre un anno a questa parte è Vittorio Sulpizio, custode giudiziario dei macchinari e responsabile commerciale della Dv Real Estate, società del gruppo Di Vincenzo di San Giovanni Teatino: «La società Isa 2013 di Pescara non ha pagato l’affitto per l’immobile della palestra accumulando debiti per oltre 150 mila euro con la proprietà, la Dv Investimenti di Di Vincenzo. A questo punto, il gruppo Dv Investimenti ha chiesto e ottenuto il pignoramento delle attrezzature e degli arredi che il tribunale ha valutato in circa 180 mila euro. In seguito, è partita la procedura per la vendita giudiziaria della merce, ma le prime 4 aste sono andate deserte e l’importo dei beni in vendita si è ridotto». Da 180 mila euro, adesso, la cifra è scesa ai 56 mila di ieri.

E ieri l’ufficiale giudiziario si è presentato a Cantinahdemia per bandire l’asta ma non ha trovato alcun offerente: la prossima vendita si farà tra un mese con l’importo ridotto a 46 mila euro. Entro il 30 settembre, se le vendite già fissate a luglio e ad agosto andassero ancora deserte, il valore precipiterebbe a zero. Se accadesse, è possibile ipotizzare un assalto di interessati pronti a fare l’affare (anche se la vendita è in blocco e comprende un lungo elenco di beni da riempire quasi tutto Cantinhademia). Comunque sia, se gli interessati faranno l’affare non sarà affatto così per il gruppo Di Vincenzo: a fronte di oltre 150 mila euro di mancati incassi di affitto, la Dv Investimenti ha già perso almeno 100 mila euro e, in seguito, potrebbe ritrovarsi senza niente in mano. Una beffa senza nessuna possibilità di rivalsa.

«Se ieri avessimo incassato 56 mila euro, ci avremmo rimesso circa 100 mila euro ma l’asta è andata deserta anche stavolta. Temiamo che alla fine non incasseremo quasi niente e, tolte le tasse e le spese, sarà un’operazione a nostro totale danno. Però», sottolinea Sulpizio, «questo è quello che prevede la legge e la legge è stata applicata. Abbiamo chiesto al tribunale l’affidamento della merce per venderla in proprio ma la nostra richiesta non è stata accettata».

Con l’inizio dei lavori nell’ex palestra per realizzare il Simply, a marzo scorso, l’attrezzatura è stata spostata a Cantinahdemia a spese di Di Vincenzo: «Abbiamo intenzione di ristrutturare il locale con finalità commerciali ma», dice Sulpizio, «a causa della custodia di tutti questi oggetti siamo bloccati. E questo è soltanto il danno minore. Quello maggiore sono i mancati pagamenti della società che ha avuto in gestione la palestra: per oltre un anno non ci è stato pagato l’affitto e per arrivare allo sfratto e al pignoramento dei beni, tra ritardi e proroghe, ci è voluto quasi un anno e mezzo».

A rendere il quadro ancora più complicato c’è anche un furto di attrezzature da circa 60 mila euro: spariti tapis roulant, cyclette, stepper, panche, pesi e altro materiale di valore, insieme a 8 televisori e 5 computer. Parte della refurtiva, rubata durante il mese di novembre scorso con la palestra già chiusa, è stato ritrovato dagli agenti della squadra mobile in una palestra dei Colli dopo una segnalazione e sarà oggetto di un’altra asta.

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