Beffato da una mazzetta esplosiva

21 Ottobre 2014

Leccese rapina la Tercas di via Fabrizi ma fra le banconote c’è un congegno che scoppia e lo macchia di vernice: arrestato

PESCARA. E’ fuggito dalla Tercas di via Nicola Fabrizi pensando di avercela quasi fatta e invece una delle mazzette di banconote che aveva appena portato via dalla banca gli è esplosa tra le mani, inonandolo di polvere rossa, e poco dopo la polizia lo ha individuato, braccato e arrestato. E’ finito in carcere il giovane leccese che, ieri mattina, si è spostato in trasferta a Pescara per mettere a segno una rapina in pieno centro cittadino.

Violando i vincoli a cui è sottoposto come sorvegliato speciale di pubblica sicurezza, cioè l’obbligo di soggiorno a Lecce, Marco Castrignanò ha raggiunto il capoluogo adriatico e verso le 12 è entrato alla Tercas di via Fabrizi, angolo via Ravenna, con un cappello in testa e un k-way. Sembrava fosse armato, perché aveva la mano in tasca e pareva impugnasse una pistola, e dopo essere salito sul bancone ha detto: «E’ una rapina, aprite i cassetti e datemi i soldi». Il personale ha obbedito, i clienti osservavano la scena in silenzio, e lui dopo aver preso i soldi, per un totale di 12.000 euro, li ha infilati in una busta di plastica che si era portato dietro ed è fuggito. Tra le mazzette ce n’era una “spia”, cioè contenente un congegno che esplode e macchia di vernice (in questo caso rossa) sia i soldi sia chi li detiene. In via Ravenna il meccanismo si è attivato, per cui c’è stata la deflagrazione e si è sollevata una nuvola rossa, e il rapinatore ha raccolto dal marciapiede una parte dei soldi volati via, lasciandone altri in strada, e ha proseguito la corsa. La zona, nel frattempo, era stata “cinturata” dagli uomini della squadra volante, diretta da Dante Cosentino, che hanno individuato il rapinatore e hanno fatto di tutto per impedirgli di sparire, scavalcando recinti e cancelli. Lui ha raggiunto via Palermo, si è ficcato in un vicolo senza uscita, e lì è stato costretto ad arrendersi.

Addosso aveva 8.000 euro, con evidenti tracce di colore rosso, mentre gli altri 4.000 erano rimasti poco prima in via Ravenna, dove nel frattempo è arrivato uno dei dipendenti della Tercas a presidiare il denaro.

Castrignanò, che ha diversi precedenti, anche specifici, è stato arrestato per rapina, aggravata dal fatto che è stata commessa da una persona sottoposta a misura di prevenzione personale. Non aveva armi, il suo era soltanto un modo per intimorire personale e clienti della Tercas.

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