Bici rubate e impacchettate per Dakar

19 Settembre 2015

La polizia stradale sequestra il carico di un container. I mezzi erano stati smontati e imballati. Si cercano i proprietari

PESCARA. Erano già pronte per la partenza. Prima avrebbero raggiunto il porto di Napoli e poi, da lì, sarebbero state spedite a Dakar, in Senegal. La polizia stradale di Pescara, che da tempo sta indagando sui numerosissimi furti di bici e motorini, specie sulla riviera, ha bloccato il carico prima che fosse troppo tardi e ha sequestrato 53 biciclette, 4 motocicli e un monopattino elettrico, tutti rubati, più alcuni compressori e gruppi elettrogeni.

L’operazione, coordinata dal dirigente della polizia stradale Silvia Conti e dal sostituto commissario Antonio Cipressi, è avvenuta a Marina di Città Sant’Angelo all’inizio del mese, quando è stato intercettato e bloccato un container da imbarco portuario, ma è stata resa nota solo ieri, quando sono state diffuse le immagini delle bici rubate, per consentire l’identificazione da parte dei legittimi proprietari. Dopo il sequestro un senegalese di 51 anni, M.M., con regolare permesso di soggiorno e residente a Montesilvano, è stato denunciato all’autorità giudiziaria per ricettazione e riciclaggio. Sarebbe stato lui, materialmente, ad occuparsi della spedizione delle bici a Dakar, ma è ancora da ricostruire con esattezza come sono finite le bici rubate nelle sue mani e chi si è occupato dei furti, avvenuti tra giugno e luglio sulla riviera, letteralmente bersagliata dai ladri delle due ruote.

È presumibile che la manovalanza, per ciò che riguarda i furti, fosse affidata ai tossicodipendenti che poi rivendevano i mezzi per poche decine di euro. Il valore di ogni bici andava dai 20 ai 50 euro, cifra massima per le più pregiate, e una volta nella disponibilità del senegalese, o forse più d’uno, la maggior parte veniva smontata, avvolta nel cellophane e caricata sul container e una parte molto minore veniva riciclata, cioè rivenduta, dopo essere stata verniciata. Per questo la polizia si occuperà di fermare anche bici sospette. Negli ultimi mesi, registrando centinaia di colpi, l’attività di indagine della Stradale non si è mai interrotta e il blocco del container è stato assolutamente tempestivo, perché il carico sarebbe partito nel giro di poche ore. Le bici non erano intere ma a pezzi, ciascuno avvolto nella plastica, e la polizia si è preoccupata di ricomporle per metterle a disposizione dei proprietari.

Per vederle bisogna prima contattare la questura (telefono 085 428 071 oppure 213, 228, 233 come numeri finali). È indispensabile portare con sé la denuncia di furto.

Non bisogna mai dimenticare, suggerisce la polizia, di inserire il numero di matricola nella denuncia. Ed è sempre opportuno scattare una foto alla propria bici.

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