Biciclette, con l’estate i furti sono triplicati

22 Giugno 2015

Le più gettonate? Le mountain-bike, come quella sequestrata pochi giorni fa al baby rapinatore preso dai carabinieri. E su Fb c’è chi aiuta a recuperarle

PESCARA. Bici rubate in via D’Avalos, sulla Riviera, alla stazione, davanti alla fermata dell’autobus o agli uffici del Comune. Di giorno e di notte. Bici super accessoriate e bici all’ultimo stadio: tutto fa gola (in questi giorni pare soprattutto le mountain-bike), ai ladri che con l’estate hanno triplicato le loro performance quotidiane che nei mesi scorsi avevano toccato anche punte di dieci furti al giorno. Lo dicono i dati delle forze dell’ordine e lo racconta la pagina Facebook “Bici rubate” che in sei mesi è passato da 500 a quasi tremila “amici”: basta dare uno sguardo alla bacheca per capire a che ritmo e con che facilità vengono fatte sparire le biciclette da ladri spesso solitari, armati solo di cesoie e zaino. L’ultimo annuncio pubblicato sulla pagina Fb è di venerdì: «Stanotte hanno rubato la bici di mio marito. Una Vicini azzurra con telaio in alluminio. È una bici vecchia, di scarso valore, ma serve per andare a lavorare oltre al valore affettivo. Rubata zona porto. Purtroppo non ho foto». Seguono decine di altri annunci dello stesso tenore: «Mi hanno rubato una city bike Galant da uomo. Era parcheggiata sul lungomare Matteotti di fronte al parco villa de Riseis. Ero e sono ancora molto legato alla bici perché si tratta di un regalo di laurea da parte delle mia ragazza. Ce l’avevo da soli 4 anni».. Oppure: «Mi hanno fregato la bicicletta proprio sotto il Comune di fronte all’ingresso protocollo, possibile che nessuno ha visto nulla? Hanno lasciato la catena tagliata proprio a fianco alla rastrelliera era una bella bicicletta ci ero molto affezionato, mi serviva per andare a fare terapie al don Orione».

Un senso di rabbia e impotenza che accomuna tutti i derubati che in qualche occasione, oltre ad andare a fare la denuncia, si occupano anche delle “indagini”, riuscendo anche a ritrovarla: «Il 28 maggio dei tossici hanno rubato una bici da donna alla mia compagna davanti al centro commerciale De Cecco (Portanuova). Successivamente è stata quasi completamente smontata degli accessori e venduta per 20 euro nei pressi della mensa Caritas di San Donato ad un richiedente asilo politico senegalese appena arrivato a Pescara. Per risistemarla e riverniciarla del suo colore originale, ho speso 80 euro solo di materiali ed accessori ma ha un valore affettivo». C’è poi, a parte il dispiacere affettivo, l’esercito dei tanti che si vedono portare via la bicicletta professionale su cui hanno investito centinaia, quando non migliaia di euro. Tanto per stare alla cronaca, era una mountain-bike super accessoriata per un valore stimato intorno ai 1.500 euro dai carabinieri, quella sequestrata al minorenne che ha rapinato proprio della catena per la bicicletta una commerciante cinese, pochi giorni fa. La bicicletta è ancora dai carabinieri, a disposizione del proprietario con denuncia al seguito. Ma questa è un’altra nota dolente. Non sempre, infatti, per il furto della bici, soprattutto se è di poco conto, si accetta di formalizzare il furto subìto davanti a polizia o carabinieri che però si trovano spesso a recuperare bici rubate. Com’è successo venerdì a Montesilvano: la volante ha fermato un ragazzo romeno in bicicletta e dopo che questo non ha saputo fornire indicazioni sulla provenienza del mezzo, l’ha denunciato per ricettazione, togliendogli la bicicletta. «Per avere qualche speranza di recuperare la propria bici è importante fotografarla», riferisce Michele Mastandrea, “papà” della pagina Fb pescarese “Bici rubate”. «Proprio grazie alle foto il nostro tam tam virtuale inizia a funzionare consentendo di recuperare diverse biciclette date per perse».

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