Biciclette e pedoni troppi investimenti «Colpa dei telefonini»

Solo a gennaio ci sono stati nove feriti, 147 in tutto il 2017 I vigili: «La prima causa di distrazione è il cellulare»
PESCARA. Nove persone investite solo nel mese di gennaio: quattro pedoni e cinque ciclisti. Nove, come a gennaio del 2017 quando sei furono i pedoni investiti e tre i ciclisti. Un fenomeno che si conferma costante come la cattiva abitudine di maneggiare il telefonino mentre si è alla guida dell’auto. Un dato spesso difficile da verificare sul momento, ma che si evince dal numero crescente di incidenti apparentemente inspiegabili. Investimenti, tamponamenti, uscite di strada e scontri contro auto in sosta e cassonetti. Incidenti in cui, quando arrivano i vigili urbani, la giustificazione dell’automobilista è quasi sempre la stessa: «Non so com’è successo, non l’ho visto proprio».
Sulla carta sono incidenti da distrazione ma come sottolinea il maggiore Paolo Costantini responsabile dell’Infortunistica della polizia municipale, «la prima causa di distrazione certificata è il telefonino. Spostare lo sguardo per messaggiare sui social o su whatsapp può avere conseguenze drammatiche».
Secondo i dati della Municipale sono stati circa 150, solo nel 2017, gli incidenti in cui, senza una causa evidente, gli automobilisti sono finiti con l’auto contro qualcosa. Per quanto riguarda gli investimenti, invece, 86 sono stati i ciclisti investiti e 61 i pedoni. E tra i pedoni c’è stata una vittima, l’ex sindaco Carlo Pace, investito in via Pellico alla fine di marzo 2017 e morto il giorno dopo. Tra gli altri rimasti feriti nel 2017, tre sono stati ricoverati in prognosi riservata, 20 con una prognosi superiore ai 25 giorni, 19 hanno riportato lesioni e ferite guaribili tra i 10 e i 25 giorni e 21 sotto i dieci giorni. Un rischio quotidiano, ma spesso sottovalutato da chi guida e da chi attraversa. «La responsabilità», sottolinea il maggiore Costantini, «è in capo a tutti gli utenti della strada. Tutti devono osservare i principi del codice».
L’ufficiale non difende e non fa sconti a nessuno. A cominciare dagli automobilisti, certo, che a parte il divieto di usare il telefonino hanno l’obbligo, sancito dall’articolo 191 del codice della strada, di dare la precedenza ai pedoni sulle strisce pedonali, pena una multa dai 163 ai 652 euro e otto punti decurtati sulla patente. Ma anche i pedoni devono fare la propria parte: e cioè osservare l’obbligo previsto dall’articolo 190 dello stesso codice, di attraversare sulle strisce pedonali se queste sono presenti nel raggio di cento metri. Per chi non le usa, scatta la multa dai 25 ai 99 euro anche se lo stesso pedone viene investito.
Ma anche i ciclisti, che pure sono le vittime più numerose degli investimenti, devono fare la propria parte. «Nell’immaginario collettivo la bici viene assimilata al pedone, ma non è affatto così», va avanti il maggiore, «la bicicletta è un veicolo a tutti gli effetti e soggiace, come la macchina, a tutte le norme del codice della strada. I ciclisti non possono andare sui marciapiedi, o contromano, e devono rispettare il rosso. Anche l’uso del telefonino è sanzionabile in bicicletta». Volendo poi fare una mappa delle strade più pericolose in base al numero degli investimenti registrati nel 2017, risultano essere quelle più ampie: via Tirino, viale D’Annunzio, via Tiburtina, viale Marconi, via Ferrari e via Nazionale adriatica nord. Ma andando a spulciare poi il dato delle biciclette, ecco che tra le vie degli investimenti spuntano anche viale Muzii, dove è in via di realizzazione una ciclabile, e via Regina Margherita, dove invece la pista c’è già. In entrambi i casi, nel 2017 sono stati 4 i ciclisti investiti. Tre, invece, lungo la strada parco, agli incroci.

