Bilancio, scontro sui progetti per la città

11 Gennaio 2022

Il centrosinistra blocca l’approvazione del provvedimento, per ora niente accordo con il centrodestra

PESCARA. È ripartito lo scontro in consiglio comunale sul Documento unico di programmazione (Dup) e sul bilancio di quest’anno. Ieri mattina, l’aula è tornata a riunirsi, dopo la pausa natalizia, solo per poche ore, per poi rinviare la seduta a domani mattina. Durante la riunione sono stati discussi e votati solo pochi emendamenti al Dup. Ne sono stati presentati centinaia dall’opposizione per fare ostruzionismo e bloccare l’approvazione dei due provvedimenti. Nel pomeriggio si è poi svolto un incontro tra maggioranza e opposizione per trovare un accordo, ma l’esito è stato negativo.
Il centrosinistra è stato anche ieri fortemente polemico nei confronti dell’amministrazione comunale. «Molte città sono già nella fase operativa», ha detto il capogruppo del Pd Piero Giampietro, «e anche per Pescara questo doveva essere il documento centrale per la rinascita dopo la pandemia: invece il Dup proposto dalla giunta è un mediocre copia-incolla che non decide nulla e non dà alcuna indicazione sulle strategie per il futuro della città. Sostanzialmente consiglia agli uffici di tirar fuori vecchi progetti e presentarli ai primi bandi utili, indipendentemente dalla loro centralità in questa fase». «I progetti presentati finora sono purtroppo così», ha affermato il capogruppo, «nessuna strategia, ad esempio, sull'edilizia scolastica che si avvia ad essere una delle principali emergenze cittadine, o sulla rinascita economica. Così, Pescara perde un treno, quello del Pnrr, che non ripasserà per generazioni intere. Non ci stupisce che questo Dup sia stato scritto nelle stanze del palazzo senza il coraggio di coinvolgere nessuno: associazioni, professionisti, espressioni dell'economia e del lavoro».
«Come per il bilancio, diventato solo il compromesso fra le tante anime bellicose della maggioranza», ha osservato Giampietro, «finché c'è di mezzo il disastro di viale Marconi, poi, non è possibile neppure affrontare il tema del Piano triennale delle opere pubbliche: con le mezze verità dette dalla giunta, con le promesse solenni non mantenute, con la pericolosità crescente di quella strada e le regole sfacciatamente non rispettate, la credibilità di un'azione programmatoria diventa purtroppo molto scarsa».
Critico anche il movimento Coalizione civica che parla di un Documento unico di programmazione uguale a quello degli anni precedenti.