Bimbo di due anni addestrato a rubare

Il papà è uno degli 11 indagati della gang smantellata dalla polizia dopo furti, truffe e danneggiamenti. In carcere il capo
PESCARA. Insegnare a rubare al figlio di due anni e poco più. Invitarlo con voce amorevole ad arraffare di nascosto un pacchetto di patatine in uno stabilimento balneare e poi vantarsi di quest’impresa, accuratamente filmata con il cellulare. Portare via di nascosto il portafogli a un mendicante. Gettare dal ponte, nel fiume Pescara, una bicicletta rubata. Scontrarsi con un'auto e fuggire via, senza soccorrere i feriti. Sono alcune delle bravate commesse da un gruppo di giovani che la squadra mobile ha identificato indagando su una serie di furti e tentati furti messi a segno nel 2015 in centro e a Porta Nuova, creando allarme tra commercianti e residenti.
GLI INDAGATI. Sono undici in tutto, di cui uno si è visto notificare in carcere il provvedimento di arresto, Mohamed Chaid, detto Simone, nato in Marocco ma domiciliato a Pescara, e altri due, padre e figlio, Davide e Jhonny Di Pietrantonio, di 40 e 19 anni, pescaresi, sono stati sottoposti all'obbligo di dimora e non potranno allontanarsi dalla città né uscire di casa tra le 20 e le 8. Per gli altri, invece, una denuncia a piede libero.
Per la squadra mobile diretta da Pierfrancesco Muriana, si tratta di giovani «inesperti, ma non per questo meno dannosi, che facevano uso di droga e proprio per questo si sono resi responsabili di episodi apparentemente irrazionali. Talvolta, poi, rubavano per procacciarsi gli stupefacenti, che gli davano il coraggio di mettere a segno i raid notturni».
IL BABY LADRO. Un episodio emblematico, che dà il senso della pochezza di questi balordi e lascia senza parole, è quello che vede protagonista uno degli indagati. Davanti a uno stabilimento balneare chiede al figlioletto, che non ha ancora compiuto tre anni, di rubare una busta di patatine, spiegandogli cosa fare una volta sceso dal passeggino, dopodiché esulta per il primo furto del suo erede insieme a Chahid, che lo accompagna in questa uscita filmata con il cellulare. «C'è il rischio che il bambino diventi un delinquente», ha sottolineato Muriana annunciando di aver inviato una segnalazione al Tribunale per i minorenni, per cui è probabile che questo papà, già noto alle forze dell’ordine anche per rapina, riceverà la visita degli assistenti sociali.
I FURTI. C'è poi il capitolo dei furti, tra cui quello commesso da Chahid con la complicità della sua fidanzata nel negozio Terranova di corso Vittorio Emanuele. La ragazza, che vive a poca distanza dal negozio, ha fatto da palo controllando da casa che non arrivassero polizia e carabinieri mentre lui si è intrufolato nel negozio passando per il buco creato da un terzo giovane nella vetrata laterale, e ha prelevato 130 euro.
Chahid, che l’ultima volta è finito in carcere per la rapina a un 15enne nell’area di risulta e prima ancora per una serie di furti a ripetizione in viale Kennedy, avrebbe messo a segno anche altri colpi. Si è arrampicato e introdotto in casa di una donna in via Nicola Fabrizi, forzando la porta-finestra con uno scalpello, ma i ladri sono stati scoperti dalla proprietaria che ha cominciando a urlare, e sono fuggiti. Poco dopo la polizia li ha controllati e ha trovato sotto un'auto due passamontagna e uno scalpello. Sempre Chahid avrebbe cercato di sfondare la porta della tabaccheria “Di Bacco” di viale Bovio, per poi allontanarsi quando è scattato il sistema di allarme, ma anche in quel caso è stato sfortunato perché lo ha fermato la polizia e sia lui che il complice avevano gli stessi indumenti ripresi dal sistema di videosorveglianza del negozio. E poi, ancora, avrebbe sfondato a calci la porta del bar “El Pareso II” di via Vespucci, portando via con un altro ladro 300 euro, come registrato dalle telecamere.
LA MERCE RUBATA. Ai Di Pietrantonio, padre e figlio, viene contestato invece di essersi occupati della compravendita di una serie di articoli rubati, sequestrati dalla polizia nell'abitazione di via Tavo, tra cui trapani, una saldatrice, una bici elettrica e una mountain bike, oltre a una sciabola. Il più giovane dei due è stato anche trovato in possesso di 94 grammi di marijuana da spacciare, come dimostrano le intercettazioni e i messaggi in possesso della polizia.
IL MENDICANTE. L’assurda spavalderia degli indagati emerge pure dal video che mostra il furto ai danni di un mendicante sul bus numero 38. Un 17enne gli sfila abilmente dalla tasca il portafogli contenente 20 euro raccolti con l’elemosina e lui non si accorge di nulla, anzi poi penserà di aver smarrito il portafogli, perché in quegli istanti Chaid lo sta distraendo e nello stesso tempo sta filmando tutto. Come se non bastasse nella banda c’è chi lancia una bici nel fiume e si fa riprendere, chi vende sotto falso nome su Ebay un cellulare (a 413 euro) senza consegnarlo all’acquirente e chi scappa dopo un incidente stradale.
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