Birreria del Corso? Uguale dal 1947

La pizza napoletana dei titolari originari di Ravello si prepara a sbarcare in Russia
PESCARA. La birreria è nata nel 1947, loro, la famiglia Pisani, l’hanno rilevata nel 1971 con l’obiettivo di far conoscere anche a Pescara la pizza delle loro parti, la napoletana doc, quella della costiera amalfitana. Oggi, a distanza di 44 anni la birreria del Corso è ancora lì, all’inizio di via Regina Elena a un passo da piazza Salotto, meta di clienti di ogni età ed estrazione sociale. Sono proprio loro che, con il concorso del Centro, hanno votato il locale dei fratelli Massimiliano e Manuel Pisani, oggi mastri pizzaioli che si apprestano a sbarcare in Russia con il nuovo marchio Sapori italiani che ripropone la stessa ricetta per pizzette «stese a mano, con farina macinata a pietra», puntualizza orgoglioso Massimiliano Pisani, presidente, tra l’altro, di Confartigianato commercio.
Un “salto” che i fratelli Pisani si apprestano a fare insieme all’apertura, in Russia di una scuola per pizzaioli che stanno mettendo in piedi con cinque pizzaioli di Ravello, il loro paese d’origine. «A Pescara la mia famiglia è arrivata per caso», racconta Massimiliano, «mio padre Ernesto conobbe mia madre Emma, aquilana, a Salerno e la seguì all’Aquila dove lei lavorò alla direzione del Grand hotel per 30 anni, mentre papà si mise a fare quello che sapeva fare, la ristorazione. Aprì e creò il ristorante la Grotta di Aligi, ma il clima aquilano non andava per lui nato e cresciuto a Ravello. E così venimmo a Pescara, in pieno boom economico, nel 1971 quando rilevammo la birreria del Corso».
È così che comincia la storia di un locale dove in questo quasi mezzo secolo di storia si sono seduti da Ayrton Senna, Toquinho, Dizzy Gilliespie, Al Jarrau a Peppino Di Capri, Ligabue e Gianni Rivera.
«Era una tappa fissa per il dopo spettacolo»; racconta nostalgico Massimiliano Pisani, «qui Senna veniva a prendere le pizze quando era ospite di Pilota, una persona di una gentilezza innata, disposta a fare le foto con chi glielo chiedeva senza battere ciglio. Come pure indimenticabile è stata la settimana in cui Toquinho è stato a Pescara e veniva a mangiare da noi tutte le sere, e cantava che sembrava sempre festa».
Tempi che un po’ sono cambiati, ma neanche tanto se l’anno scorso Ligabue ha chiesto proprio alla birreria del Corso di portargli il pranzo sulla spiaggia mentre faceva yoga. «La nostra è sempre la stessa ricetta rigorosamente napoletana con prodotti tipici abruzzesi», va avanti Pisani che da anni, dai tempi di papà Ernesto, lascia impastare sempre lo stesso pizzaiolo e chef, Luigi Paliuri, omone con i baffi originario di Città Sant’Angelo depositario della ricetta originale. «Adesso la clientela è più variegata, chiedono non solo la pizza ma anche piatti elaborati e ristorazione veloce. Perché purtroppo», aggiunge l’imprenditore, «si è persa un po’ l’identità dei locali. E questo, a mio avviso, da quando non esiste più il registro degli esercenti commerciali e chiunque può aprire. Ma il risultato è che manca la preparazione». Una preparazione che invece i fratelli Pisani hanno imparato sul campo. E non solo con la birreria del Corso. La famiglia Pisani, come tiene a ricordare Massimiliano, ha avuto anche il Nastro Azzurro, altro storico locale del centro, proprio a piazza Salotto. «L’abbiamo avuto dal 1985 al 1989», ricorda, «il locale più bello che c’era, dove potevi trovare seduto dal sindaco al ragazzo punk. Lo presero mio padre e mio zio Roberto, era il locale chic per eccellenza dove andavano tutti, aveva anche tre stelle Michelin, era fantastico. Chi lo ha comprato dopo ne ha fatto un fast-food, ma all’epoca non ce lo disse, sennò...».
Ricordi, e rimpianti forse, che i fratelli Pisani accantonano pensando al nuovo progetto, quello di Sapori italiani, il marchio con cui prima di approdare in Russia, hanno aperto anche a Pescara, in corso Umberto. «È soltanto l’inizio», dice Massimiliano Pisani.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

